Un nuovo patto educativo per l’Emilia-Romagna, verso spazi di ascolto strutturati in tutte le scuole

Oltre 7 milioni di euro stanziati per progetti dedicati al benessere e all’orientamento delle comunità scolastiche

Nuovo patto educativo Emilia-Romagna

L’Emilia-Romagna si avvia a definire un nuovo quadro regionale per l’educazione, assumendo come punto di partenza l’esperienza degli Stati generali dell’educazione e della formazione, svoltisi a Reggio Emilia lo scorso ottobre. Costruite sul modello dei precedenti Stati generali dell’infanzia e dell’adolescenza e caratterizzate da una partecipazione ampia e trasversale - dagli studenti agli insegnanti, dai dirigenti scolastici agli amministratori locali, passando per educatori e rappresentanti del terzo settore - le giornate del 20, 23 e 24 ottobre hanno delineato con chiarezza l’urgenza di dotare il sistema educativo di strumenti stabili di ascolto e di dialogo, capaci di rispondere alla crescente domanda di benessere, orientamento e riconoscimento che proviene dalle comunità scolastiche.

Presentando gli esiti del percorso durante la conferenza stampa tenutasi lo scorso 17 novembre, infatti, l’assessora alla Scuola e al Welfare Isabella Conti ha reso esplicito l’obiettivo della Regione: trasformare quanto emerso nel confronto in un patto educativo regionale, traducendo le richieste delle scuole in misure condivise con Comuni, Ufficio scolastico regionale e Aziende sanitarie. La partecipazione non più come dimensione accessoria, dunque, ma come metodo strutturale di costruzione delle politiche pubbliche.

Linee guida, investimenti e costruzione degli spazi d’ascolto

È proprio in quest’ottica che il 2026 è stato individuato come anno in cui le linee guida troveranno applicazione territoriale, aprendo la strada al modello degli spazi d’ascolto intesi come presidio educativo stabile all’interno di ogni istituto: si tratterà di spazi dedicati, laboratori nelle classi, luoghi riconosciuti e accessibili in cui studenti, famiglie e insegnanti, attraverso coordinamenti distrettuali obbligatori e strumenti condivisi di monitoraggio, possano trovare supporto, prevenzione e accompagnamento continuativo di figure educative e psicopedagogiche.

Il primo investimento per la realizzazione degli spazi d’ascolto attingerà al Fondo sociale regionale per il contrasto alla povertà educativa e al ritiro sociale degli adolescenti, recentemente incrementato da 1,5 a 2,35 milioni di euro; la Regione ha inoltre previsto ulteriori risorse, per un ammontare complessivo di oltre 5 milioni, da destinare al benessere formativo, all’orientamento e alla costruzione di nuove reti territoriali, mentre altri 2,5 milioni di euro saranno volti a sostenere nove progetti territoriali dedicati alle transizioni scolastiche e formative, individuando nell’orientamento uno dei nodi critici per il benessere di studentesse e studenti.

Reti e piattaforme in evoluzione

Tali azioni si collocano all’interno di un sistema già strutturato, che negli ultimi anni ha visto consolidarsi la rete Scuole che promuovono salute, che con 281 istituti aderenti e oltre 800 pratiche educative rendicontate solo nell’anno scolastico 2023-2024 costituisce una base significativa su cui innestare le nuove linee di intervento.

Per garantire continuità al percorso avviato con gli Stati generali, la Regione ha inoltre reso disponibile Finestre sul futuro, piattaforma che raccoglie materiali, video, relazioni e contributi delle tre giornate. Al di là dell’immediato intento documentario, il portale aspira a diventare un luogo di restituzione pubblica e memoria condivisa, capace di mantenere aperto il confronto tra istituzioni, scuole e cittadini.

Nell’ottica di alimentare un processo partecipativo permanente sul tema dell’educazione, nasce infine il Forum regionale dei ragazzi e delle ragazze, strumento pensato per rendere continuativo il contributo studentesco alle politiche educative; la sua struttura e il suo funzionamento saranno definiti nei prossimi mesi insieme alle rappresentanze studentesche.