La Pace in Campo 2026: a Fossoli una settimana per riflettere su pace, disarmo e intelligenza artificiale

Un'esperienza gratuita per giovani che vogliono comprendere il presente e immaginare il futuro. Scadenza iscrizioni 15 giugno.

È possibile costruire la pace in un mondo attraversato da guerre, disuguaglianze e trasformazioni tecnologiche sempre più rapide? Da questa domanda nasce il progetto intitolato La Pace in Campo – Disarmiamo il presente. L’umanità tra algoritmi, dialogo e nonviolenza, il campo residenziale di formazione attiva che dal 6 al 13 luglio 2026 riunirà sedici giovani provenienti da tutta Italia a S. Antonio in Mercadello (Modena), in un percorso intensivo dedicato alla nonviolenza, alla gestione dei conflitti, al disarmo e alle sfide poste dall’innovazione tecnologica.

La scelta del luogo non è casuale. Il campo nasce infatti in stretta relazione con il Campo di Fossoli, uno dei principali luoghi della memoria italiana: tra il 1943 e il 1944 il sito fu utilizzato come campo di concentramento e di transito verso i lager nazisti; oggi rappresenta invece uno spazio di riflessione storica e civile, capace di interrogare il presente attraverso la memoria del passato.

Nel proporre questo come luogo di svolgimento dell’iniziativa, il progetto ambisce alla costruzione di un percorso di approfondimento che mette al centro il dialogo, la partecipazione attiva, la costruzione di una coscienza critica e lo sviluppo di strumenti culturali e relazionali che permettano di affrontare le divergenze senza ricorrere alla violenza.

Un programma tra storia, geopolitica e nuove tecnologie

Durante la settimana, i partecipanti avranno l’opportunità di confrontarsi con studiosi, formatori, attivisti ed esperti provenienti da diversi ambiti disciplinari.

Il percorso prenderà avvio con un approfondimento dedicato ai luoghi della memoria come spazi di costruzione della pace, guidato da Maria Chiara Rioli, docente di Storia contemporanea dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Ampio spazio sarà poi dedicato alla gestione dei conflitti attraverso un laboratorio che introdurrà tecniche di mediazione e comunicazione nonviolenta, con l’obiettivo di fornire strumenti utili tanto nelle relazioni quotidiane quanto nei contesti sociali e internazionali più complessi. Tra i temi più originali del programma figura poi il modulo Intelligenza Artificiale per la pace, che esplorerà il potenziale delle tecnologie digitali nella diffusione di una cultura della pace e nella costruzione di reti collaborative capaci di favorire il dialogo e la cooperazione.

Il programma proseguirà con una riflessione sul disarmo e sui flussi globali di armamenti, oltre a un approfondimento dedicato alla tradizione del movimento nonviolento italiano, dalle intuizioni di Aldo Capitini alle forme contemporanee di mobilitazione e dissenso costruttivo. Oltre alle attività formative, il campo prevede numerose esperienze sul territorio che permetteranno ai partecipanti di entrare in contatto diretto con la storia e la memoria del Novecento.

Partecipazione gratuita e posti limitati

La partecipazione al campo è completamente gratuita: vitto, alloggio e trasferimenti legati alle attività del campo saranno coperti dagli organizzatori, mentre restano a carico dei partecipanti le spese di viaggio necessarie per raggiungere Carpi e fare ritorno alla propria città di residenza.

I posti disponibili sono soltanto sedici e la selezione sarà effettuata sulla base delle motivazioni espresse dai candidati e delle eventuali esperienze pregresse coerenti con le finalità del progetto.

Per partecipare è necessario compilare il modulo online indicato nel bando entro il 15 giugno 2026.

Per info, bando e candidature è possibile consultare la pagina ufficiale qui.