Emilia-Romagna, quasi 1,2 milioni per l’inclusione dei giovani: cultura, sport e innovazione contro le povertà educative

Finanziati 20 Comuni con risorse europee per progetti educativi e sociali rivolti a minori e adolescenti, tra laboratori creativi, digitale e partecipazione attiva

Foto di Yan Krukau

Musica, teatro, nuove tecnologie, sport e conoscenza del territorio diventano leve concrete per costruire comunità sempre più aperte, inclusive e capaci di valorizzare le differenze: questa la direzione intrapresa dalla Regione Emilia-Romagna, che rafforza il proprio impegno nel contrasto alle povertà educative attraverso un significativo stanziamento di risorse europee.

Ammonta infatti a 727.790 euro la seconda tranche di finanziamenti destinata a 14 comuni che, tra il 23 gennaio e il 24 marzo, hanno aderito al bando regionale per la realizzazione di azioni integrate rivolte ai giovani, con particolare attenzione ai minori stranieri.

Un piano complessivo da oltre un milione di euro


Le risorse, che rientrano nel Fondo sociale europeo Plus 2021-27 vanno a completare un investimento complessivo che arriva a toccare la cifra del 1.2 milioni di euro, comprensivi di una prima tranche di 455.420 euro che era già stata destinata, lo scorso febbraio, ad altri 6 comuni.

Il bando era rivolto a comuni con una popolazione compresa tra i 10.000 e i 25.000 abitanti e con una significativa presenza di giovani stranieri - almeno il 17% nella fascia tra i 3 e i 18 anni -, individuando così contesti in cui le politiche di inclusione risultano particolarmente urgenti e strategiche: l’obiettivo è sostenere le amministrazioni locali nello sviluppo di politiche integrate capaci di contrastare diseguaglianze e marginalità, garantendo accesso a servizi educativi di qualità fin dalla prima infanzia e promuovendo una piena partecipazione di bambini e adolescenti alla vita comunitaria.

Cultura, sport e innovazione al centro dei progetti


«Con questa seconda tranche di risorse europee completiamo il nostro investimento per comunità sempre più inclusive», sottolinea Isabella Conti, Assessora Regionale alla Scuola, Politiche per l’Infanzia e Welfare. «I Comuni sono protagonisti nella costruzione di realtà aperte e solidali, attraverso progetti che mettono al centro interessi e vocazioni dei giovani».

Le azioni finanziate si articolano in una vasta gamma di interventi educativi, culturali e ricreativi: dai laboratori teatrali e musicali a quelli di danza, fotografia e arti visive, fino alle attività dedicate all’innovazione digitale e all’intelligenza artificiale, senza dimenticare il potenziamento delle competenze linguistiche.
All’interno delle progettualità candidate particolarmente rilevanza è stata data al coinvolgimento delle famiglie e degli adulti, con l’obiettivo ultimo di favorire uno scambio intergenerazionale e interculturale che rafforzi i legami sociali e sostenga i processi di integrazione. Le attività dovranno essere avviate immediatamente e concludersi entro l’anno scolastico 2026-2027.

Territorio, relazione e cittadinanza attiva


Accanto ai laboratori, i progetti prevedono uscite didattiche in città d’arte e luoghi di valore storico e ambientale, ma anche iniziative sportive e motorie, intese come strumenti di dialogo interculturale e prevenzione delle discriminazioni, così come attività di supporto allo studio e mediazione linguistica.

Un ruolo centrale è svolto anche dall’educativa di strada: un approccio che porta educatori e operatori direttamente nei luoghi frequentati dai giovani, creando occasioni di incontro, prevenendo l’isolamento sociale e promuovendo contesti sicuri e inclusivi. Alcuni interventi si svolgeranno anche durante il periodo extrascolastico ed estivo, ampliando le opportunità educative oltre i confini tradizionali della scuola.

I Comuni coinvolti


Sono 20 i comuni destinatari delle risorse di questa seconda tranche, distribuiti su tutto il territorio regionale. È possibile consultare la graduatoria dei comuni vincitori e i rispettivi contributi assegnati al link.