Oltre un milione di euro a musei, biblioteche e archivi per valorizzare il patrimonio culturale dell'Emilia-Romagna

C’è tempo fino al 5 agosto, ore 18.00 per presentare i progetti sulla piattaforma regionale Sfinge 2020

Musei, biblioteche, archivi storici e case delle persone illustri potranno contare su nuove risorse per migliorare servizi, spazi e interventi di tutela del patrimonio. La Regione Emilia-Romagna ha pubblicato l'avviso relativo ai Piani museale e bibliotecario 2026, finanziato nell'ambito della Legge regionale 18/2000, mettendo a disposizione 1,1 milioni di euro destinati agli istituti culturali pubblici del territorio.

Le domande potranno essere presentate fino alle ore 18.00 di martedì 5 agosto attraverso la piattaforma regionale dedicata. L'obiettivo è sostenere progetti capaci di rendere i luoghi della cultura più accessibili, innovativi e sostenibili, rafforzandone al tempo stesso il ruolo di presìdi culturali e sociali, con un'attenzione particolare ai territori più piccoli e alle aree interne.

Due linee di finanziamento

L'avviso si articola in due differenti linee di intervento.

  • La Scheda A finanzia progetti rivolti a biblioteche e archivi storici per migliorare sedi, servizi e infrastrutture tecnologiche. Tra gli interventi ammissibili rientrano il rinnovo degli spazi destinati al pubblico, l'acquisto di arredi e attrezzature, l'abbattimento delle barriere architettoniche, il potenziamento dell'accessibilità e la realizzazione di nuovi servizi per la comunità, come aree dedicate alla formazione, ai laboratori o al coworking.
  • La Scheda D è invece dedicata alla conservazione del patrimonio culturale custodito da musei, biblioteche, archivi e case o studi delle persone illustri riconosciute dalla Regione. Oltre ai restauri, il bando sostiene interventi di conservazione programmata, monitoraggio e messa in sicurezza dei beni e degli ambienti che li ospitano.

Chi può partecipare e quali contributi sono previsti

Possono presentare domanda i Comuni, le Unioni di Comuni, altre forme associative tra almeno tre Comuni, oltre alla Città metropolitana di Bologna e alle Province, limitatamente agli istituti culturali di cui sono titolari. Per la Scheda D possono candidare progetti anche musei pubblici e case delle persone illustri riconosciute dalla Regione.

La dotazione complessiva del bando ammonta a 1,1 milioni di euro, suddivisi in 400 mila euro per la Scheda A e 700 mila euro per la Scheda D. I contributi coprono in via ordinaria fino al 75% delle spese ammissibili, percentuale che sale all'80% per i Comuni con meno di 5.000 abitanti nel caso della Scheda A.

Il contributo massimo concedibile è di 30.000 euro per i progetti dedicati a biblioteche e archivi e di 60.000 euro per quelli relativi alla conservazione del patrimonio.

Come presentare la domanda

Le candidature devono essere inviate esclusivamente online attraverso la piattaforma SFINGE 2020, accessibile con SPID, Carta d'identità elettronica o Carta nazionale dei servizi. Lo sportello è aperto dalle ore 10.00 del 3 luglio e chiuderà alle ore 18.00 del 5 agosto 2026.

Per essere ammissibili, i progetti dovranno aver preso avvio non prima del 1° gennaio 2026 e concludersi entro il 31 dicembre 2026. L'avviso prevede inoltre soglie minime di investimento differenziate a seconda della tipologia di intervento e dell'ente proponente.

Criteri di valutazione

Dopo una prima verifica dell'ammissibilità formale delle domande, i progetti saranno valutati da un apposito nucleo tecnico regionale. Per accedere ai finanziamenti sarà necessario ottenere almeno 60 punti su 100. La selezione terrà conto, in particolare, di:

  • qualità e completezza della proposta, con attenzione alla coerenza tra obiettivi, interventi e risultati attesi;
  • impatto del progetto, sia in termini di miglioramento dei servizi e ampliamento dei pubblici, sia, per gli interventi di conservazione, di efficacia nella tutela del patrimonio culturale;
  • fattibilità tecnica ed economica delle azioni previste;
  • sostenibilità, accessibilità e innovazione degli interventi;
  • livello di cofinanziamento garantito dal soggetto proponente;
  • premialità per i progetti presentati in forma associata (Scheda A) e per quelli realizzati in aree montane o interne.

I progetti ammessi saranno inseriti in due graduatorie distinte, una per la Scheda A e una per la Scheda D, e finanziati fino a esaurimento delle risorse disponibili. Le graduatorie saranno pubblicate sul sito della Regione Emilia-Romagna e resteranno valide fino al 31 dicembre 2026, così da consentire eventuali scorrimenti qualora si rendessero disponibili ulteriori fondi.

Per leggere l’avviso e scaricare la modulistica cliccare qui.