Festival della Migrazione 2026, a Modena l’11ª edizione dal 5 al 15 novembre

Donne, diritti, lavoro, cittadinanza e cultura al centro di un'edizione che attraversa tredici città italiane

Al via l’undicesima edizione del Festival della Migrazione, in programma dal 5 al 15 novembre 2026, con un calendario di incontri, convegni, dibattiti, laboratori, proiezioni cinematografiche e spettacoli ideati con l’obiettivo di interrogarsi sulle storie individuali che attraversano i confini, sulle disuguaglianze che condizionano i percorsi di vita e sulle possibilità di costruire nuove forme di appartenenza.

Nato a Modena come occasione di approfondimento e sensibilizzazione sui fenomeni migratori, il festival si è progressivamente trasformato in un appuntamento di respiro nazionale, capace di mettere in relazione istituzioni, università, organizzazioni del Terzo settore e realtà associative impegnate nella promozione dei diritti e dell'inclusione.

Un'edizione dedicata alle donne: diritti, lavoro e cittadinanza

Il titolo scelto per il 2026, Donne migranti. Vite in movimento tra diritti, cittadinanza, lavoro e culture, individua il filo conduttore dell'intera manifestazione: riportare al centro del dibattito pubblico le esperienze delle donne che affrontano un percorso migratorio, considerando le molteplici dimensioni che ne caratterizzano la quotidianità e i processi di inclusione.

L'attenzione si concentra, in particolare, sulle condizioni di accesso ai diritti, sulle opportunità di partecipazione alla vita sociale e politica, sulle forme di sfruttamento lavorativo e sulle responsabilità legate al lavoro di cura, spesso svolto dalle donne migranti in condizioni di precarietà e scarsa tutela.

Da Modena a tredici città: una rete nazionale

Il Festival è promosso dalla Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana, dall'Associazione Porta Aperta di Modena e dall'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, con il coinvolgimento di numerosi altri enti e organizzazioni.

L'edizione 2026 coinvolge tredici città distribuite in sei regioni italiane. Oltre a Modena, il programma interessa diversi centri dell'Emilia-Romagna, tra cui Bologna, Carpi, Mirandola, Ferrara, Forlì e Parma, insieme a Milano, Genova, Rovigo, Firenze, Lucca e Perugia. Genova, Perugia e Parma entrano per la prima volta nella rete del Festival, ampliandone ulteriormente la dimensione geografica.

La diffusione territoriale rappresenta uno degli elementi caratterizzanti della manifestazione: ogni città contribuisce al percorso comune attraverso iniziative che affrontano il tema delle migrazioni a partire dalle specificità delle rispettive comunità: una modalità che permette di superare la contrapposizione tra dimensione nazionale e locale, riconoscendo il ruolo dei territori nella costruzione di politiche e pratiche di inclusione.

Salute, sfruttamento e partecipazione: i temi al centro del programma

Il calendario modenese affronta le diverse dimensioni della condizione femminile nei percorsi migratori, alternando approfondimenti accademici, occasioni di sensibilizzazione e momenti di incontro con le comunità.

Tra le questioni centrali figura l'accesso alla salute, affrontato attraverso un convegno dedicato alle condizioni delle donne migranti e alle difficoltà che possono incontrare nell'accesso ai servizi sanitari. Altrettanto rilevante è il tema dello sfruttamento, con particolare attenzione alla tratta di esseri umani, al lavoro irregolare e alle forme di vulnerabilità che possono accompagnare i percorsi migratori. In questo ambito si inseriscono anche gli incontri dedicati alle minori straniere non accompagnate e alle tutele giuridiche necessarie a garantirne i diritti.

A Bologna, il programma propone un approfondimento sulle condizioni delle donne migranti tra diritti mancati e promozione della dignità, accompagnato dalla proiezione del cortometraggio Break the circle, realizzato nell'ambito del progetto ALMA, dedicato alla prevenzione dello sfruttamento. A Ferrara, invece, il confronto si concentra sulle condizioni di grave sfruttamento e sulle possibilità di tutela delle lavoratrici migranti.

Accanto alla dimensione giuridica e sociale, il Festival riserva uno spazio significativo alla valorizzazione delle esperienze individuali, ma affida anche alla cultura, all'arte e alla narrazione il compito di favorire un incontro diretto tra esperienze e punti di vista differenti.

Date e modalità di partecipazione

L'undicesima edizione del Festival della Migrazione si svolgerà dal 5 al 15 novembre 2026, con alcune iniziative di anteprima e appuntamenti successivi alla chiusura della manifestazione. La partecipazione agli eventi è libera, ma per alcune iniziative possono essere previste specifiche modalità di iscrizione.

Per consultare il calendario completo, verificare sedi e orari e conoscere eventuali aggiornamenti è possibile visitare il sito ufficiale della manifestazione.