Ponte del 2 giugno tra arte, fotografia e memoria: cinque mostre da non perdere in Emilia-Romagna

Riscoprire il territorio attraverso grandi esposizioni dedicate ai protagonisti della cultura italiana e internazionale.

Il ponte della Festa della Repubblica rappresenta l’occasione ideale per concedersi una giornata all’insegna della cultura, approfittando di alcune delle esposizioni più interessanti attualmente in corso in Emilia-Romagna.

Dalla memoria delle donne che contribuirono alla costruzione della democrazia italiana alle grandi rassegne dedicate alla fotografia contemporanea, passando per il fascino del Barocco, il mito di Vasco Rossi e il racconto dell’Italia del boom economico, ecco cinque mostre capaci di offrire prospettive diverse sul passato e sul presente del nostro Paese.

Le donne che hanno costruito la Repubblica: la mostra diffusa dedicata agli 80 anni del voto femminile

Nel lungo fine settimana che culmina con il 2 giugno, data simbolo della nascita della Repubblica italiana, la prima tappa non può che essere la mostra Prendere Parola. Le donne nella costruzione della Repubblica 1945-1955, allestita fino al 30 giugno in Piazza Renzo Imbeni, davanti alla sede della Regione Emilia-Romagna a Bologna.

Promossa dalla Regione in occasione dell’ottantesimo anniversario del primo voto delle donne, l’esposizione restituisce visibilità a undici figure femminili che contribuirono in maniera determinante alla ricostruzione democratica del Paese nel decennio successivo alla Seconda guerra mondiale. A guidare il percorso è il volto di Nilde Iotti, scelta come simbolo dell’ingresso delle donne nella vita pubblica italiana e protagonista dell’immagine ufficiale della mostra.

L’allestimento open air si sviluppa attraverso undici totem che raccolgono fotografie, testimonianze e parole pubbliche di donne che intervennero nei congressi, nelle assemblee, nelle piazze e nelle istituzioni, contribuendo a ridefinire il ruolo femminile nella società italiana. Accanto a Iotti trovano spazio figure come Gina Borellini, Renata Viganò, Luisa Gallotti Balboni, Jolanda Baldassari, Ida Sangiorgi, Lidia Greci, Margherita Zoebeli, Laura Polizzi, Maria Bassi e Medina Barbattini. A ciascuna è associato un tema chiave della ricostruzione: solidarietà, memoria, diritti, pace, lavoro, comunità e partecipazione.

La mostra curata dal Centro Documentazione Donna di Modena, nasce da un ampio percorso partecipativo che ha coinvolto archivi, centri di documentazione e amministrazioni locali dell’intera regione. Ad arricchire il progetto vi sono inoltre una mostra fotografica dedicata al backstage del documentario Per tutte le volte. 80 anni dal primo voto alle donne, visitabile nella sede regionale di viale Aldo Moro, e una campagna social che riporta idealmente al presente le parole delle protagoniste della stagione costituente.

Scopri qui tutte le iniziative della Regione Emilia-Romagna legate al 2 giugno.

Forlì riscopre il Barocco: un viaggio tra Bernini, Caravaggio e Rubens

Fino al 28 giugno il Museo Civico San Domenico di Forlì ospita una delle più ambiziose esposizioni dell’anno: una grande mostra dedicata al Barocco che riunisce circa duecento opere provenienti da importanti collezioni italiane e internazionali.

L’esposizione racconta il Seicento come un autentico sistema culturale in cui arte, fede, politica, scienza e spettacolo si intrecciano dando forma a un linguaggio destinato a influenzare anche la contemporaneità. Il percorso si sviluppa attraverso capolavori di Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini, Caravaggio, Guido Reni, Guercino, Rubens, Van Dyck e Pietro da Cortona, offrendo una lettura ampia di un secolo caratterizzato da tensione creativa, meraviglia e ricerca emotiva.

Tra le opere più significative figurano il modello preparatorio della Fontana dei Quattro Fiumi del Bernini, il disegno della pianta di Sant’Ivo alla Sapienza di Borromini e numerosi bozzetti che documentano le straordinarie invenzioni illusionistiche dell’epoca.

Particolarmente interessante è la sezione conclusiva, che mette in dialogo il Barocco con il Novecento e l’arte contemporanea: da Boccioni a De Chirico, fino a Lucio Fontana e Francis Bacon, la mostra dimostra come l’eredità barocca continui ancora oggi a esercitare una profonda influenza sull’immaginario artistico occidentale. Info qui.

A Ferrara il volto più autentico di Vasco Rossi raccontato da Guido Harari

L’attesa per il ritorno di Vasco Rossi a Ferrara, dove il rocker emiliano sarà protagonista di due concerti il 5 e 6 giugno al Parco Urbano Giorgio Bassani, trova un ideale prologo nella mostra fotografica Vasco! Vasco! Vasco!, visitabile gratuitamente fino al 30 giugno nella Rotonda Foschini del Teatro Comunale Claudio Abbado.

Firmata da Guido Harari, uno dei più importanti fotografi musicali italiani, l’esposizione raccoglie oltre vent’anni di incontri con il cantante di Zocca, offrendo uno sguardo che va oltre il personaggio pubblico per restituire la dimensione più intima e autentica dell’artista.

Le immagini nascono da sessioni fotografiche realizzate tra il 1985 e il 1998 e da numerosi concerti seguiti da Harari nel corso della sua carriera. Il risultato è un racconto che alterna energia scenica e momenti privati, ritraendo Vasco sia lontano dai riflettori sia nel pieno della sua straordinaria capacità di entrare in sintonia con il pubblico. Info qui.

Reggio Emilia capitale della fotografia contemporanea

Fino al 14 giugno Reggio Emilia torna a essere il punto di riferimento internazionale per la fotografia grazie alla nuova edizione di Fotografia Europea, quest’anno dedicata al tema Fantasmi del quotidiano.

Il festival coinvolge numerosi spazi cittadini, dai Chiostri di San Pietro a Palazzo da Mosto, fino a Palazzo Scaruffi, al Palazzo dei Musei, allo Spazio Gerra e alla Collezione Maramotti. Un itinerario diffuso che attraversa la fotografia contemporanea nelle sue molteplici forme, affrontando questioni centrali del nostro tempo: migrazioni, identità, memoria, lavoro digitale, crisi ambientale e trasformazioni sociali.

Tra le mostre più significative spiccano Bravo di Felipe Romero Beltrán, dedicata alle migrazioni lungo il confine tra Messico e Stati Uniti, e Automated Refusal di Salvatore Vitale, che analizza le condizioni dei lavoratori della gig economy.

Accanto alle esposizioni principali trovano spazio le mostre partner dedicate a Luigi Ghirri, alla nuova fotografia italiana under 35 e all’universo poetico di Francesco Guccini, trasformando il festival in una delle proposte culturali più ricche e articolate dell’intera regione. Info qui.

A Riccione il grande racconto dell’Italia degli anni Sessanta attraverso l’obiettivo di Bruno Barbey

Per chi preferisce un itinerario tra memoria collettiva e fotografia documentaria, Villa Mussolini a Riccione ospita una mostra di straordinario valore storico dedicata a Bruno Barbey, uno dei grandi maestri dell’agenzia Magnum Photos.

L’esposizione presenta il celebre reportage realizzato tra il 1961 e il 1964 durante i viaggi che il giovane fotografo compì attraverso l’Italia a bordo del suo Maggiolino, con delle immagini restituiscono il ritratto di un Paese sospeso tra le ferite della guerra e l’entusiasmo del boom economico.

Ad arricchire il percorso è il progetto partecipativo Generazione Riviera, che invita cittadini e turisti a condividere fotografie provenienti dai propri album di famiglia per costruire una memoria collettiva della vita sulla Riviera romagnola dagli anni Sessanta a oggi. Durante il ponte del 2 giugno, inoltre, la mostra osserverà un’apertura straordinaria con orario continuato dalle 10.00 alle 20.00, rendendola una meta ideale per una gita culturale sulla costa. Info qui.