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Mappa la confisca, un viaggio alla scoperta dei beni confiscati alle mafie

Seconda tappa: Parma e Piacenza

A 25 anni dall’approvazione della legge 109/96, che ha permesso il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati alle mafie, prosegue il nostro viaggio alla scoperta di questi ultimi nelle province dell’Emilia-Romagna. Quanti sono i beni confiscati in ciascuna provincia? Dove si trovano? Cosa ne è stato dopo la confisca? Siamo partiti da Bologna, più precisamente da Villa Celestina, il primo bene confiscato e riutilizzato a fini sociali della città, che da pochissimo ha riaperto i suoi cancelli ai cittadini.

Poco meno di cento chilometri ci dividono dalla nostra prossima meta, la città di Giuseppe Verdi e del parmigiano. Parma, capitale della cultura 2020/2021, e la sua provincia sono sul podio per il maggior numero di beni confiscati della regione. I comuni che ospitano questi beni sono numerosi e al primo posto troviamo Sorbolo, che ne conta ben quattordici. Gli appartamenti, la maggior parte dei quali sottratti alla ‘ndrangheta e temporaneamente assegnati al comune, sono stati destinati a cittadini che si trovano in condizioni di difficoltà per aver perso il lavoro a causa della pandemia.

Spostiamoci a Berceto, tra la Val Taro e la Val Baganza, sull’appennino Parmense, dove la lotta contro la criminalità organizzata e l'educazione alla cultura della legalità sono di casa. È il 2011 quando una grande e lussuosa villa viene confiscata a Vincenzo Busso, membro del clan dei Casalesi, per riciclaggio in attività immobiliari e beni provenienti dal traffico di stupefacenti. Villa Berceto, assegnata in comodato d'uso al Comune di Berceto, è tornata nelle mani dei cittadini grazie alle molteplici attività che ospita. Punto di aggregazione, accoglienza, studio, ristorazione e svago, la villa ha al suo interno una piscina coperta, una zona fitness e una biblioteca comunale intitolata al martire colombiano Luis Carlos Galán Sarmiento, assassinato il 18 agosto 1989 per ordine del narcotrafficante Pablo Escobar.
Del tutto eccezionale è invece la storia del Podere Millepioppi, a Salsomaggiore Terme. Il Comune ha concesso il complesso edilizio in uso gratuito al Consorzio del Parco Fluviale Regionale dello Stirone e del Piacenziano, e grazie a Parchi del Ducato, Comune di Salsomaggiore Terme, Regione Emilia-Romagna e Comune di Fidenza si è concretizzato un progetto ambizioso: trasformare il bene confiscato in un polo museale, turistico e ambientale aperto alla comunità. All’interno del Podere troviamo gli uffici e la biblioteca del Parco, il Centro Recupero Animali Selvatici Le Civette, destinato alla cura e al reinserimento in natura dei rapaci, e il MuMab – Museo Mare Antico e Biodiversità, che conserva uno dei più ricchi e interessanti patrimoni paleontologici recuperati nel Bacino Padano. Il nuovo museo è diviso in una sezione geopaleontologica, allestita nell'edificio principale, e in una sezione naturalistica, ospitata nell'ex-stalla della casa colonica del podere.
Non un’abitazione ma un capannone è il bene confiscato a Calendasco, piccolo comune nel Piacentino. Assegnato nel 2015 e diventato magazzino per i mezzi del Comune e sede della Protezione Civile, il capannone ha già ospitato i ragazzi delle scuole della zona per numerose iniziative.
Antonella Liotti, referente di Libera Piacenza, racconta a Libera Radio che la speranza è quella che il bene confiscato possa diventare una vera e propria casa della legalità, aperta a tutti i cittadini. Un obiettivo che non sembra lontano, visto che alla fine dello scorso anno in questi stessi locali è stato inaugurato anche uno studio medico, uno dei primi in Italia a essere ospitato in un bene confiscato.

Villa Berceto, il Podere Millepioppi e il capannone di Calendasco sono l’esempio tangibile delle diverse possibilità di riutilizzo dei beni confiscati, riconvertibili non solo in appartamenti per persone in difficoltà ma in biblioteche, palestre, musei, studi medici, luoghi aperti e al servizio della collettività, luoghi che raccontano storie di criminalità e di contrasto alla criminalità, storie di rinascite virtuose.

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