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Partecipazione

#CompitInsieme e #ConverSiamo

A Reggio Emilia giovani volontari/e aiutano ragazze e ragazzi delle superiori

Una bella storia fatta di volontariato, aiuto reciproco e tanta voglia di mettersi in gioco; una storia che, come spesso accade, inizia dal basso, dall’entusiasmo di un gruppo di ragazzi e ragazze che, in piena pandemia, desiderosi di rendersi utili per la comunità, si sono rivolti all’Infogiovani del Comune della propria città, Reggio Emilia: così sono nati i progetti YoungERcard #CompitInsieme in cui giovani tutor aiutano studenti e studentesse delle scuole superiori nello studio e nello svolgimento dei compiti pomeridiani e #ConverSiamo per dialogare con ragazzi e ragazze di nazionalità straniera e facilitare l’apprendimento della lingua italiana.

I due progetti, sostenuti dalla Regione Emilia Romagna e coordinati dal servizio Officina Educativa del Comune di Reggio Emilia e dalla Cooperativa Reggiana Educatori che gestisce in convenzione molti progetti educativi legati al mondo giovanile dell’InfoGiovani, a causa della pandemia sono stati spostati sul web e ad oggi contano tredici tutor per ventitré studenti degli istituti superiori di Reggio Emilia. “L’impossibilità di trovarsi in presenza è certamente un limite- spiega Daniela Ligabue della Cooperativa Reggiana Educatori, coordinatrice del progetto - ma credo che il ricorso obbligato alla tecnologia e al virtuale che la pandemia ci ha imposto, ci ha permesso di apprezzarne anche alcuni aspetti positivi. È proprio grazie a queste piattaforme online, infatti, se il progetto ha già varcato i confini cittadini e persino regionali, conquistando l’interesse di giovani di varie parti d’Italia che hanno deciso di diventarne volontari”. È il caso di Giulia che si collega da Brescia, di Claudia da Genova e di Natalia che segue uno studente dalla Calabria. “Per me- dice Natalia, la tutor geograficamente più lontana dallo studente che segue -il digitale, in questo caso, ha rappresentato un’opportunità: purtroppo nella mia Regione non ci sono progetti simili e, anche se talvolta il filtro di uno schermo può costituire un limite, sento di esser riuscita ad instaurare un legame profondo con lo studente che seguo”.

Ed è proprio questo legame, effimero quanto profondo ed unico, a costituire una delle dinamiche centrali di questo progetto, perché, se ogni relazione tutor-studente nasce per motivi scolasticie di studio,“ben presto- spiega Giulia che da Brescia segue tre ragazze che frequentano le scuole superiori a Reggio Emilia -questo rapporto si trasforma in qualcosa di più grande e profondo. Dal punto di vista didattico, il mio impegno con loro è una vera e propria sfida quotidiana nel tentativo di cercare il metodo di studio più efficace e adatto a ciascuna di loro. Ma, insieme, non facciamo solo i compiti: spesso, infatti, mi rendono partecipe della loro quotidianità e così ci mettiamo a parlare, ad esempio, di serie tv e di musica. E qui, ad aver bisogno di un ripasso, sono sempre io! Per quanto cerchi di tenermi aggiornata sui generi da loro ascoltati, ogni volta mi parlano di qualcosa che non conosco: l’ultima canzone del loro cantante preferito o un episodio di una serie tv. Mi piace vedere come la timidezza che hanno nell’affrontare la scuola e i compiti scompaia sistematicamente ogni qualvolta iniziamo a parlare d’altro. Credo di essere riuscita ad instaurare con loro un bel rapporto. Io non sono e non volevo essere percepita come una maestra ma, piuttosto, come un’amica disponibile per la scuola così come per una bella chiacchierata. Mi piace molto una citazione che dice: ‘non ho bisogno che sia semplice, ho bisogno che ne valga la pena’”.

“In alcuni casi- dice la coordinatrice Daniela Ligabue, -per gli studenti seguiti dai nostri tutor questa opportunità rappresenta una vera e propria svolta nel proprio percorso di studi”. Lo sa bene Blanca, una volontaria del progetto che segue una studentessa di prima superiore che ha appena cambiato scuola. Per lei, di origine straniera, questo momento di transizione coincide anche con le difficoltà dovute alla scarsa padronanza della lingua italiana e la vicinanza e il supporto di Blanca sono stati fondamentali per questa studentessa che, di fatto, ha visto nella sua tutor a distanza uno dei pochi punti di riferimento. “Anche se lontano - conclude Daniela, - è bello sapere che c’è qualcuno che dedica parte del proprio tempo per noi, qualcuno sul quale poter contare, qualcuno a cui chiedere una mano. Oltre al supporto scolastico, questi giovani volontari, scegliendo di aiutare gli altri, svolgono un compito sociale importantissimo”.

Tra questi giovani protagonisti c’è anche Pietro, laureato in Scienze Politiche che aveva “voglia di fare qualcosa per gli altri, qualcosa con cui impegnare quelle lunghe e vuote giornate del lockdown”. Pietro evidenzia l’importanza di questi progetti anche sotto un’altra prospettiva. “Mi piace pensare che anche grazie al nostro aiuto molti giovani studenti e studentesse rivalutino la scuola e ritrovino in essa un qualcosa per cui valga la pena impegnarsi, nonostante le difficoltà legate alla didattica a distanza e ad un contesto complessivo che rischia di incrementare la dispersione scolastica a causa dell’allentamento delle relazioni e dei legami sociali che stiamo vivendo. Credo che, grazie al nostro aiuto, la scuola sia percepita da questi ragazzi e ragazze come più vicina e questo può contribuire a diminuire quel senso di solitudine e abbandono che caratterizza i nostri giorni”. Oltre ai compiti, dunque, c’è molto di più: una parola di conforto dopo una brutta giornata, una chiacchierata con un amico lontano, ma in fondo vicino. E, in effetti, per questi ragazzi e queste ragazze, il legame con il proprio tutor di riferimento è stato, per molti mesi, uno dei pochi legami su cui potevano contare, al di fuori della famiglia.

“Spesso mi è capitato di emozionarmi- dice Natalia, ventiduenne studentessa di Scienze dell’Educazione a Reggio Emilia che segue il suo studente dalla Calabria, dove vive - perché nel ragazzo che seguo ho rivisto me stessa adolescente, con le mie paure, le mie speranze, le mie aspettative, il mio mondo interiore. All’emozione che questo pensiero mi suscita segue sempre un forte senso di responsabilità nei suoi confronti”.

C’è anche Giada, studentessa di Scienze dell’Educazione che a soli ventuno anni segue i progetti in qualità di tirocinante universitaria. 

#CompitInsieme e #Conversiamo sono state due scintille che si sono accese in un momento buio e che sono destinate a coinvolgere altri studenti, studentesse e tutor in questa avventura fatta di impegno reciproco, peer education e tanta voglia di mettersi in gioco. Chiunque desideri avvicinarsi ai progetti e, magari, diventare tutor oppure chi ha bisogno di un aiuto, può contattare l’InfoGiovani di Reggio Emilia su Facebook, via mail all’indirizzo , o telefonando al numero 0522-585217.

Per saperne di più: 

Guarda il video con le testimonianze delle ragazze e dei ragazzi che hanno partecipato ai progetti