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Partecipazione

Cittadini…al volo: esperienze di volontariato giovanile

Nei territori dell’Unione delle Colline Matildiche

Dai primi passi, mossi nel 2014, ad oggi, il progetto nato tra le dolci Colline Matildiche ha compiuto un lungo percorso, rappresentando una delle best pratice nell’ambito dei progetti di volontariato che fanno parte del circuito della YoungERcard.

Nato dall’idea di un genitore, spinto dal desiderio e dall’esigenza di impegnare in qualcosa di stimolante i propri figli durante il periodo estivo, il progetto Al Volo, con il supporto di amministrazioni, scuole, associazioni e famiglie ha raggiunto dei significativi risultati, che sono stati presentati lo scorso mese di aprile in presenza di Stefano Laffi, ricercatore sociale. Tra poche settimane sarà avviata l’edizione 2017.

Alle sue origini il progetto fu realizzato come prima sperimentazione con un numero ristretto di associazioni su un solo territorio , successivamente fu riproposto in maniera più ampia e strutturata. Tutto il percorso è stato seguito dagli operatori del Centro delle Famiglie dell’Unione Colline Matildiche, esperti nell’ambito del welfare familiare e sociale, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Research.

Perché Al volo?

Perché il verbo volare ben si addice alla dimensione giovanile, fatta di sogni, di aspirazioni e di passioni alle quali occorre mettere le ali, perché essi possano realizzarsi.
Benessere e comunità è il binomio sul quale poggiano le basi del progetto: salute e benessere sono, infatti, fondamentali per vivere bene la propria comunità. La strada da percorrere per costruire gli anticorpi più efficaci nell’affrontare le sfide della vita quotidiana è quella del volontariato, adatto a facilitare l’inserimento sociale dei ragazzi e a far si che acquisiscano competenze e abilità utili alla cittadinanza attiva.
E’ stata seguita la logica della “comunità educante”, dove apporti istituzionali, terzo settore e cittadini si sono alleati per lavorare insieme al benessere delle nuove generazioni e dell’intera collettività.

Il progetto in pratica

Attori del progetto sono i comuni dell’Unione Colline Matildiche, ossia Albinea, Quattro Castella e Vezzano, sul territorio reggiano.
Lo sviluppo del progetto prevede 7 fasi: progettazione e preparazione; la condivisione con le associazioni del territorio; la presentazione nelle scuole; l’attivazione di cantieri educativi; la restituzione; premiazione; ed infine valutazione, documentazione e rilancio.

In pratica i giovani volontari sono stati coinvolti in attività diverse dalle varie associazioni. Dall’allestimento di mostre fotografiche all’organizzazione di proiezioni di film. Si sono poi occupati dell’allestimento e della pulizia di cinque aree sportive, della pulizia di sentieri naturali e della manutenzione dell’area archeologica del Castello di Borzano. Altri volontari sono stati impegnati nell’accompagnamento degli ospiti della casa protetta di Albinea, nell’allestimento e gestione del servizio ristoro della fiera di Borzano. 
Sono state, infatti, allestiste vere e proprie “fiere del volontariato”, in cui sono state presentate le associazioni e le loro attività a tutti gli studenti delle scuole. 
Ogni associazione ha attivato i cantieri educativi con tempistiche diverse: la maggior parte delle esperienze si è svolta da giugno a luglio, ma in alcuni casi alcune esperienze sono durate sino a novembre 2016.

Al termine delle attività tutti i ragazzi sono stati simbolicamente premiati. La cerimonia di premiazione dello scorso aprile si è svolta dinanzi tutta la comunità scolastica, i Dirigenti Scolastici, gli Assessori di riferimento e i Sindaci. La premiazione è stata un’occasione per presentare i risultati del lavoro svolto, condividere riflessioni sull’esperienza e presentare la nuova edizione in partenza.

Alcuni numeri…al volo!

Tra poche settimane nuovi percorsi spiccheranno il volo con la collaborazione di ben 30 associazioni e l’attivazione di 42 cantieri, che vedranno all’opera giovani dagli 11 ai 29 anni.
I numeri della precedente dell’edizione 2016 sono, infatti, positivi: 150 ragazzi e ragazze iscritte ai cantieri. 144 concretamente operativi, così suddivisi: 74 su Quattro Castella, 39 su Albinea, 31 su Vezzano.
I cantieri attivati sono stati 26, con il coinvolgimento di 23 associazioni di natura sportiva, ricreativa, culturale e di volontariato, di 3 plessi scolastici e 24 classi. Le ore di volontariato stimate sono state complessivamente 1.500.

I risultati sin qui raggiunti sono molto positivi: le famiglie si sono avvicinate sempre di più al mondo delle associazioni (sono tanti i genitori direttamente coinvolti nelle attività), hanno mostrato entusiasmo ed interesse, sviluppando una conoscenza reciproca che ha sicuramente agevolato l’evoluzione positiva delle azioni progettuali in atto.
I giovani partecipanti hanno sviluppato tante nuove competenze, soprattutto di carattere manuale, utili e spendibili anche nel loro futuro. Molti di loro hanno espresso la volontà e la disponibilità a proseguire la loro attività di volontariato anche al termine del percorso, continuando ad offrire il loro impegno su quelle attività caratterizzanti il cantiere scelto (diventando così un valore aggiunto per alcune associazioni, che hanno potuto in questo modo rinnovare alcune delle loro attività in essere).
Chi coordina il progetto ha definito i risultati raggiunti un bel successo, una conferma positiva che rafforza l’ipotesi del volontariato come strumento prezioso per affrontare le diverse criticità del nostro tempo.

Le prospettive per il futuro

Guardando avanti si pensa ad un ampliamento, come ci ha comunicato Catia Grisendi, Responsabile Settore Responsabilità familiari e politiche giovanili dell’Unione Colline Maltidiche.
Tra le idee in cantiere quella di estendere il progetto agli studenti della scuola secondaria di primo grado di Albinea e di rendere le scuole sempre più protagoniste attive, introducendo nella didattica occasioni costanti ed ufficialmente riconosciute per nuove attività di volontariato.
E’ importante andare avanti con un orizzonte comune. Sensibilizzare nuove generazioni di ragazzi, di famiglie e di operatori per costruire una comunità territoriale più consapevole, attenta al territorio e unita dagli stessi valori.
Rilanciare e potenziare il progetto Al volo! per rigenerare il volontariato e porre le basi per una più solida cultura di impegno civile e sociale.

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