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Partecipazione

100 passi verso il 21 marzo: protagonisti i giovani

Testimonianze di impegno nell'antimafia

Per migliaia di giovani emiliano-romagnoli la primavera coincide con un forte impegno per la legalità contro le mafie che ha il suo culmine nella “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” promossa dall’associazione Libera il 21 marzo e che quest’anno a livello regionale si tiene a Rimini.

Proprio in preparazione di questa giornata centinaia e centinaia di studenti e universitari a livello locale già nei mesi precedenti partecipano, e in alcuni casi organizzano direttamente loro, iniziative di sensibilizzazione sui temi della legalità e della giustizia sociale.

A Rimini i 100 passi verso il 21 marzo

A Rimini per esempio, sede quest’anno della manifestazione regionale, già a partire dallo scorso novembre il coordinamento provinciale di Libera ha promosso circa 50 eventi rivolgendosi ai giovani a 360°. “In questo percorso che abbiamo chiamato ‘I 100 passi verso il 21 marzo’ – ci spiega Gaia Triunfio referente di Libera Rimini – abbiamo cercato di coinvolgere tutte quelle realtà che lavorano con le nuove generazioni: siamo così entrati nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado con percorsi ad hoc e con incontri con testimoni incentrati sulla figura di Giancarlo Siani e di Giuseppe Impastato giornalisti uccisi dalle mafie.”

Agli universitari del Campus di Rimini, invece, è stato proposto l’appuntamento “I figli delle mafie” con il Presidente del Tribunale dei minori di Reggio Calabria , il dott Di Bella, sulla pedagogia della mafia e i modi per combatterla. “Ci siamo rivolti anche ai giovani del servizio civile con moduli di formazione – prosegue a raccontarci Gaia – e abbiamo anche dato voce ai ragazzi e alle ragazze dei centri giovani di Cattolica e di Rimini che hanno partecipato ai campi estivi di Libera sui terreni confiscati alle mafie perché divulgassero ad altri giovani la loro esperienza.” E poi ancora percorsi sulla legalità per minori stranieri non accompagnati a cui si sono aggiunti concerti musicali, cene della legalità e proiezioni di film a carattere sociale oltre a incontri per tutta la cittadinanza. “Molto significativa – conclude Gaia – è stato poi il questionario sulla percezione delle mafie da parte dei giovani ideato direttamente dagli studenti del gruppo di volontariato interscuola di Rimini che l’hanno somministrato a oltre mille loro compagni.”

A Ravenna la settimana della legalità

Restando sempre in Romagna segnaliamo che il coordinamento di Libera Ravenna ha promosso dal 13 al 20 marzo 2017 una serie di incontri riservati alle scuole, reading e spettacoli teatrali sul tema del contrasto alle mafie. In particolare la coordinatrice Debora Galassi ci spiega che lo spettacolo teatrale “La sete nel deserto” è stato interamente scritto, diretto e interpretatoda un gruppo di studenti delle scuole superiori in completa autonomia.

“L’idea ci è venuta – ci dice il referente del gruppo Carlo Garavini, 19 anni, all’ultimo anno del liceo classico – perché secondo noi per parlare ai nostri compagni di legalità ci vuole un linguaggio che li colpisca in modo diretto e il teatro, come ci insegnano gli antichi Greci, è la forma migliore.” Così Carlo, insieme a due amici impegnati sul fronte della legalità, è riuscito a creare un gruppo di 11 giovani dai 17 ai 20 anni appassionati di teatro (si fanno chiamare il gruppo del word caffè) che da dicembre si sono riuniti periodicamente per ideare e mettere in scena uno spettacolo sulla legalità.“Siccome non siamo né giornalisti né esperti di giurisprudenza – prosegue Carlo – abbiamo deciso di trattare il lato umano dell’antimafia mettendo in scena il tema della solitudine di chi si ribella alla criminalità organizzata. Per far ciò ci siamo ispirati alla vicenda di Donato Ungaro costretto a lasciare il suo paese, Brescello, per aver denunciato la presenza di infiltrazioni mafiose.” In tempo di record i ragazzi hanno scritto il copione, provato lo spettacolo presso un teatrino parrocchiale e, grazie a Libera Ravenna di cui Carlo fa parte, l’hanno portano in scena nella settimana della legalità. “Martedì 14 marzo – ricorda ancora emozionato Carlo – abbiamo presentato lo spettacolo agli studenti dell’Alberghiero di Cervia ed è stato bello quando alla fine dei ragazzi ci hanno detto che li abbiamo aiutati a riflettere sull’ipocrisia di cui la mafia qui da noi si fa scudo.”

 

A Reggio Emilia l'abbraccio al Tribunale

A Reggio Emilia il 18 marzo 2017 circa 200 persone tra studenti e cittadini hanno partecipato alla manifestazione promossa da Libera e altre associazioni e nata da un’idea degli studenti dell’istituto superiore “Matilde di Canossa” per ricordare le vecchie e le nuove resistenze.

“Si è trattato dell’abbraccio a tre luoghi simbolici della città – ci spiega Manuel Masini referente di Libera Reggio – il polo scolastico per sottolineare il ruolo della scuola e dell’educazione nel contrasto al pensiero mafioso, il Tribunale, sede della fase dibattimentale del processo Aemilia e infine il poligono di tiro, luogo dove tanti antifascisti persero la vita lottando per la democrazia e la giustizia.” La manifestazione è proseguita coi ragazzi che hanno letto e cantato le loro riflessioni sulla lotta alla mafia sostenendo il lavoro della Giustizia e si è conclusa con la lettura delle oltre 900 vittime innocenti delle mafie alla presenza dei familiari Anna Castaldi, Annarita Rechichi e Margherita Asta.
“Con questa iniziativa promossa dagli studenti – conclude Manuel Masini – Reggio Emilia, sede lo scorso anno della giornata della Memoria e dell’Impegno, ha passato il testimone a Rimini.”

 

Per saperne di più

La pagina Fb di Libera Rimini
La pagina Fb di Libera Ravenna
La pagina Fb di Libera Reggio Emilia

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