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Creatività

Wunderkammer e Giovane Fotografia Italiana

A Reggio Emilia la cultura riparte da Fotografia Europea 2021

Dopo la pausa forzata imposta dalla pandemia, Fotografia Europea riparte da un celebre verso di Gianni Rodari che fa da titolo alla sedicesima edizione: “Sulla Luna e sulla Terra / fate largo ai sognatori!”. L’edizione 2021, in corso a Reggio Emilia, vuole sottolineare l’importanza della fantasia e della creatività nella generazione di nuovi significati e visioni: al centro della riflessione proposta dai curatori vi sono il ruolo delle immagini e della cultura visuale che, in un momento così difficile, possono costituire una base di partenza per aiutarci a ripensare il mondo in cui viviamo e condurci verso nuovi e inesplorati modi di essere e di vivere. Il tutto, naturalmente, unito alla straordinaria capacità delle immagini di generare bellezza, di dare conforto, di produrre un senso di appartenenza comune e persino di mettere in atto processi di cura e guarigione.
Durante tutto il corso della manifestazione, che ha visto il proprio apice nel weekend inaugurale del 18, 19 e 20 giugno, Reggio Emilia si trasforma in un grande palcoscenico a cielo aperto ricco di iniziative, performance, talk e incontri con gli/le artisti/e, capaci di coinvolgere e legare tra loro le diverse sedi espositive dislocate nel centro storico.

È in questo contesto che si inseriscono due progetti molto interessanti: Wunderkammer. Le stanze delle Meraviglie e Giovane fotografia italiana.

Wunderkammer. Le stanze delle Meraviglie

Immaginate di avere un intero museo a vostra completa disposizione e di poter attingere dalle sue collezioni oggetti e preziosità per ricombinarli, reinterpretarli e risignificarli secondo la vostra percezione e sensibilità. Questa opportunità – assolutamente unica – è stata offerta a Sara, Marco, Edoardo, Davide, Tania e Franco, sei ragazzi e ragazze con fragilità che hanno partecipato a percorsi laboratoriali appositamente pensati per loro all’interno dei Musei Civici di Reggio Emilia. Guidati dal fotografo di moda Luca Manfredi, i partecipanti hanno potuto osservare, descrivere, fotografare e disegnare oggetti o texture di loro interesse tratti dalle collezioni del Museo attraverso la contaminazione e l’intreccio delle pratiche artistiche e con l’obiettivo di creare una propria Wunderkammer, letteralmente una “stanza delle meraviglie”. Wunderkammer è un termine tedesco con il quale ci si riferisce a particolari ambienti in cui, a partire dal XVI e fino al XVIII secolo, i collezionisti erano soliti conservare raccolte di oggetti, naturali e artificiali, ritenuti straordinari per le loro caratteristiche intrinseche ed estrinseche e, in quanto tali, fonti di meraviglia e stupore.

I partecipanti, grazie al personale dei Musei Civici, hanno condotto esperienze di natura laboratoriale nel campo delle scienze naturali, dell’ottica, della musica e dell’archeologia da cui sono scaturite nuove letture e visioni personali, stimolate anche dalle suggestioni del fotografo Luca Manfredi che da tempo voleva “fare qualcosa con e per la disabilità”.
Dopo la fase ideativa e progettuale, ciascun partecipante ha allestito la propria stanza delle meraviglie all’interno di una grande struttura lignea a forma di cubo messa a disposizione dal Museo. Una volta allestite, le sei Wunderkammer sono state immortalate dall’obiettivo di Luca Manfredi, i cui scatti sono parte integrante della mostra assieme ai disegni e ai progetti preparatori realizzati dai ragazzi.

C’è chi ha immaginato la propria stanza come una grande raccolta delle cose amate, chi invece abitata da animali forti e possenti, oppure delicati e leggeri come farfalle e pesci. Così, il terzo piano di Palazzo dei Musei, luogo preposto agli incontri, si è lentamente trasformato in un grande catalogo di parole, immagini, disegni, materiali e altre suggestioni, un immaginario complesso e vario che soggiace a vissuti ed emozioni intimi e personali.

Il progetto, coordinato da Maria Montanari con Ilaria Campioli, è parte di "Incontri! Arte e persone", promosso dal Comune di Reggio Emilia/Reggio Emilia Città senza Barriere “B. Diritto alla bellezza”, insieme a Farmacie Comunali Riunite e Consorzio Oscar Romero.

“Il progetto rappresenta pienamente ‘B. diritto alla Bellezza’, uno dei più importanti obiettivi del mio mandato”, ha detto l’assessora alla Cultura e alle Pari Opportunità Annalisa Rabitti. “Bellezza intesa nella sua accezione più ampia come esperienza integrale dell’essere umano che può rafforzare le nostre risorse, la nostra personalità, il senso di comunità. Wunderkammer. Le stanze delle Meraviglie crea un nuovo e incredibile mix: da un lato il Palazzo dei Musei con le sue collezioni – sempre aperto anche in pieno lockdown per questi laboratori e altre attività per la scuola –, dall’altro il fotografo di moda Luca Manfredi e sei ragazzi e ragazze con fragilità. Il nostro intento, con questo progetto, è stato riportare la bellezza nella vita delle persone fragili perché l’incontro tra arte, creatività e fragilità è generativo di nuove opportunità di inclusione sociale ed esperienza artistica. Il risultato è una mostra inaspettata e inedita che unisce bellezza e fragilità, sostenendo un’idea di cultura in cui tutti e tutte possiamo essere protagonisti”.

Le informazioni sugli orari di visita e apertura della mostra sono disponibili cliccando qui.

Giovane Fotografia Italiana 
Il collettivo Vaste Programme

Giunta alla sua ottava edizione, Giovane Fotografia Italiana è un progetto del Comune di Reggio Emilia curato da Daniele De Luigi e Ilaria Campioli. È dedicato alla scoperta e valorizzazione di talenti emergenti nel panorama della fotografia italiana e rientra nel più grande circuito di Fotografia Europea. Il format prevede una Open Call gratuita rivolta ad artiste e artisti under 35 che invita a presentare una serie fotografica in linea con il concept proposto. Una commissione internazionale seleziona i progetti che, grazie a un contributo economico destinato agli artisti, sono prodotti ed esposti in una mostra collettiva.

L’edizione 2021 è intitolata “Reconstruction”, tema che era stato concepito per l’edizione 2020 e la cui riproposizione si carica di nuovi e inediti significati che si legano inevitabilmente alla difficile situazione sanitaria in corso: la fotografia diventa così uno dei linguaggi più efficaci per ricostruire il passato, costruire il reale nelle sue multiple dimensioni e anticipare nuove visioni.

L’edizione in corso, visitabile fino al 4 luglio, trova spazio nella suggestiva cornice dei Chiostri di San Domenico e vede una mostra collettiva dei sette artisti selezionati (Domenico Camarda, Irene Fenara, Alisa Martynova, Francesca Pili, Vaste Programme, Martina Zanin, Elena Zottola). I progetti esposti dimostrano che la fotografia è in grado di prendere parte ai processi conoscitivi non solo rappresentando la realtà osservabile con lo sguardo, ma anche, a partire da essa, ricostruendo il reale nelle sue molteplici dimensioni attraverso l’immaginazione.

“Sono entusiasta e orgogliosa di Giovane Fotografia Italiana”, ha detto l’assessora all’Educazione Raffaella Curioni, “che negli anni è cresciuta tantissimo in termini di professionalità e competenza. Questa ottava edizione, in particolare, ha visto una partecipazione straordinaria con quasi 260 giovani artisti e artiste nazionali e internazionali che si sono candidati per le selezioni. Sono anche molto orgogliosa di Reggio Emilia che continua a dare a tanti artisti e artiste la possibilità di fare della loro passione un lavoro, a dimostrazione dell’attenzione che la nostra città riserva ai giovani, all’educazione e alle competenze dei nostri talenti”.

“È molto bello”, afferma l’assessora alla Cultura Annalisa Rabitti, “lanciare l’ottava edizione di Giovane Fotografia Italiana da questo luogo, i Chiostri di San Domenico, lo stesso da cui l’anno scorso siamo ripartiti con la mostra nei tabelloni pubblicitari ‘Spazio Libero’ che coinvolgeva gli artisti di diverse edizioni di Giovane Fotografia Italiana. Il tema della ricostruzione vuole darci una prospettiva differente su come reinterpretare il nostro abitare il mondo attraverso l’arte, la cultura ma, soprattutto, attraverso lo sguardo dei giovani”.

“In un momento in cui si assiste all’esplosione del digitale”, aggiunge la curatrice Ilaria Campioli, “i progetti proposti quest’anno rimandano alla materialità della fotografia e alla sua natura di oggetto nello spazio e nel tempo. I progetti, che affrontano temi attualissimi quali gli spostamenti, l’identità individuale e il rapporto con la natura, hanno una forte attitudine all’installazione e includono gli album di famiglia, i dispositivi creati appositamente per la visione, le cartoline d’artista, i tappeti, i libri e molto altro”.

A partire dal 2018, ogni edizione vede l’assegnazione del Premio Giovane Fotografia Italiana, un riconoscimento economico attribuito all’artista ritenuto migliore tra i finalisti che, quest’anno, è stato assegnato al collettivo Vaste Programme (Leonardo Magrelli, Alessandro Tini, Giulia Vigna) in mostra con il progetto “The long way of Ivan Putnik, truck driver”.

Le informazioni sugli orari di visita e apertura della mostra sono disponibili cliccando qui.

 

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