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Temporary Signs 2021 a Parma: la città cambia volto

Sei artistə per riscrivere il territorio

Temporary Signs è un progetto innovativo di riscrittura ambientale che porta l’arte in ambienti inconsueti attraverso l’installazione di opere temporanee: il progetto si è aperto con l’open call  di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21 realizzata con “Cultura per tutti, cultura di tutti”, “Imprese Creative Driven” e “Creating sustainability”, promossa dal Comune di Parma in partnership con l’associazione GAI – Giovani Artisti Italiani, e con la collaborazione di BJCEM - Association Internationale pour la Biennale des Jeunes Créateurs d'Europe et de la Méditerranée, a cui hanno risposto cinquanta artisti per un totale di ventisette progetti, dalla visual art alla stencil art, dalla scultura alle videoinstallazioni e poi fotografia, arte muraria, arti performative, sound design, videoarte e architettura con l’intento di valorizzare e contestualizzare sul territorio la creatività.

Al termine della selezione sono sei le installazioni, valutate da una giuria di esperti, posizionate in sei punti strategici della città di Parma, da Via Pascal, passando per Via Trento, arrivando al Ponte di Mezzo.

L’inaugurazione delle prime tre installazioni di “Temporary Signs” si è tenuta il 9 settembre ed è stata accolta con curiosità e interesse dalla cittadinanza: “Le migliori intenzioni” di Giacomo Gerboni, nel Parco di via Pascal; Transumanza”, opera del Collettivo Domani, nel torrente Parma, all’altezza del ponte Verdi e "Parma qua e là", opera di FG+FDA sul Ponte di Mezzo.

Le Migliori Intenzioni" portato avanti da Giacomo Gerboni, giovane artista di Parma, riflette su quelle che sono, appunto, le migliori intenzioni che viviamo personalmente nel quotidiano e sui desideri che muovono ogni nostra singola azione, per poi giocare sull’ambiguità più generale dei concetti soggettivi di bene e male e ragionare su come le migliori intenzioni (come quelle di conquista o di protezione) possano avere spesso risultati inaspettati o persino opposti a quelli desiderati.  L'opera, una scultura in legno situata in un’area periferica, vuole diventare innesco di dinamiche inedite al fine di valorizzare il parco e la comunità che quotidianamente lo vive, vuole concretizzare un sentimento per un luogo per ri-donarlo al luogo stesso, attivando le persone che lo abitano ogni giorno e quelle che ancora non lo conoscono. L’auspicio è di attivare esplorazioni che possano arricchire la consapevolezza della cittadinanza della presenza di questa e altre zone verdi del quartiere circostante, generando un nuovo punto nodale per futuri eventi culturali o performance artistiche cittadine.

- "Transumanza" del Collettivo Domani è situata nel torrente Parma, all’altezza del Ponte Verdi. Il collettivo, composto da Beatrice Ciacchella e Andrea Lusignani, architetto e ingegnere, ha voluto riassumere con questa installazione il suo punto di vista sul tema della valorizzazione culturale e del paesaggio, frutto di un percorso condiviso tra architettura, grafica e land-art. L’installazione nasce con l’intento di regalare persistenza a un fenomeno tanto antico quanto fugace, che regolarmente avviene nel cuore della città di Parma: quello della transumanza. Cinque pecore d’oro posizionate nell’alveo del torrente ricordano la ricchezza di questa attività, proclamata Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, fornendo inoltre un pretesto per guardare la città da una prospettiva diversa. 

- “Parma qua e là” è un’opera del collettivo FG+FDA, formato dalle due giovani artiste di Parma Francesca Giannini e Francesca De Angelis, e vede il Ponte di Mezzo, situato tra i due quartieri Centro e Oltretorrente, reinterpretato come luogo di scambio e azione da parte di chi solitamente lo vive come passaggio: il ponte collega i quartieri ed è confine liquido tra tradizioni e innovazione contemporanea.  L’installazione è un sistema di elementi - cartelli e binocolo - che rende il transito sul ponte un’esperienza.  Le artiste vogliono operare sul luogo innescando un confronto tra tradizione e esperienza. 

A fine settembre è stata inaugurata l’installazione di Alessandro Tricarico dell’Associazione Rizoma, a metà strada tra street art e fotogiornalismo, “De d'la da l'acqua - Gente d'Oltretorrente”, con la quale l’artista foggiano ha utilizzato la fotografia e il video per raccontare un quartiere attraverso i suoi abitanti. Il muro farnesiano che affaccia sul torrente Parma, nel tratto compreso tra Strada D'Azeglio e il ponte Verdi, punto di snodo e passaggio tra il quartiere Parma Centro e l’Oltretorrente, è stato rivestito da pannelli cartacei che raffigurano i volti della comunità del quartiere Oltretorrente, dal quale il progetto prende il nome, e ne colgono le peculiarità. Una vera e propria "ricognizione antropologica" raccontata su carta, che si estende per 450 metri quadrati, esito della residenza artistica che Tricarico ha svolto nei mesi scorsi, entrando in confidenza con gli abitanti del quartiere, ascoltando e trascrivendo le loro storie – “metaforici mattoni” che ne definiscono l’identità.

 

A fine ottobre verranno inaugurati gli ultimi due progetti artistici:

- “Resteranno le fiamme”, del collettivo Studio Tonnato, è un’installazione di neon. Il progetto, portato avanti da due giovani artisti, uno di Parma e uno di Brescia, esplora le possibilità di creazione di luoghi del ricordo, di piccoli angoli di città che sembrano uscire dalle scenografie surreali di David Lynch, senza perdere di vista il sentimento e il piccolo piacere della nostalgia. “Resteranno le fiamme” è un luogo in cui finire storie, farne iniziare di nuove o anche semplicemente per rifiatare. Il progetto prosegue una ricerca artistica che i due giovani artisti, uniti sotto il monicker Studio Tonnato, portano avanti da anni, grazie anche alla collaborazione con un’azienda italiana leader nel settore illuminazione neon, con la quale hanno avuto la possibilità di creare scenografie di luce utilizzando il materiale della nostalgia per eccellenza, ricordo di un pub fumoso e di periodi nemmeno vissuti. Lo stesso neon che è materiale per insegne, capace di lasciare, letteralmente, il segno nella scenografia della città, diventando lo strumento chiave per indicare la rinascita di un luogo mai troppo dimenticato. Motivo per cui la proposta si concentra sull’ex cinema Trento, situato nel quartiere San Leonardo, vecchio polo di aggregazione, ora unicamente luogo del ricordo. 


- “What's on your mind?”, infine verrà inaugurata l’opera dell’artista inglese Munotida Chinyanga, appartenente al network BJCEM di cui il Comune di Parma è socio. L’installazione sonora vuole rendere gli abitanti della città un componente attiva e sostanziale all'interno del processo creativo che sta alla base di una performance/installazione pubblica. Consiste nella preparazione di due luoghi della città da mettere in comunicazione tra loro: in ciascuno dei due luoghi verranno allestite delle “stazioni” fatte di iPad e cuffie, connesse attraverso una videochiamata. I partecipanti dell’esperienza avranno l’opportunità di incontrare attraverso la stazione una persona sconosciuta in una parte diversa della città, conoscerla attraverso una videochiamata e infine incontrarla a metà strada per conoscerla dal vivo.

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