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Creatività

Il Mestiere delle Arti

Il racconto del GAER per giovani artistə e imprese creative

La storia del progetto e la sua evoluzione con alcune novità in arrivo dai Giovani Artisti Emilia Romagna

L’associazione GAER - Giovani Artisti Emilia Romagna da diversi anni propone e promuove molteplici progetti culturali e artistici finanziati dall'Assessorato alle Politiche Giovanili della Regione Emilia-Romagna. Tra questi, Il Mestiere delle Arti rappresenta un percorso sperimentale sia di formazione che di intraprendenza per giovani creativi e creative che hanno l’obiettivo di iniziare o rafforzare la propria carriera professionale.

Per la quarta edizione, iniziata nel 2019 e ancora in corso, i giovani e le giovani  partecipanti hanno potuto scegliere tra due ambiti: Professioni Creative, indicato per artisti e artisti e Industrie Creative, adatto a chi si occupa della gestione dei progetti. Le venti persone del gruppo hanno trovato velocemente sintonia tra loro sviluppando amicizie e in alcuni casi collaborazioni.
Durante le lezioni, tenute da esperti ed esperte di diversi settori si è parlato di: Economia dell'arte - Michele Trimarchi, Diritto d'autore - Lavinia Savini, Fundraising per la cultura - Marianna Martinoni, Workshop Performativo - Collettivo Cinetico, Industria creativa e normative - Lavinia Savin, Business Plan per le Industrie creative - Leonardo Mariggiò, Il rapporto con le istituzioni pubbliche. Come costruire progetti per esse - Leonardo Punginelli, Progettazione Europea - Andrea Donda di Argo Project e Arte, Marketing & Comunicazione - Manuel Maggio di Studio Sartoria. Tra le visite agli spazi regionali ci sono state Spazio Gerra a Reggio Emilia e Consorzio Wunderkammer a Ferrara.

A causa della pandemia il workshop finale si sta svolgendo online con il coordinamento di Andreco, artista visivo con un dottorato in ingegneria ambientale, la cui ricerca artistica si concentra sulla relazione tra uomo - natura e temi sociali e ambientali. Il workshop si concluderà con un’iniziativa di arte e rigenerazione urbana site specific su Ferrara dal titolo Herba Bēta; lo scopo del progetto è quello di valorizzare e raccontare la memoria perduta su un pezzo importante della storia della città: gli zuccherifici e la barbabietola da zucchero. 

Leonardo Punginelli, responsabile GAER, intervistato dalla redazione di Giovazoom, racconta il progetto.

1. Che cos’è il progetto Mestiere delle Arti, quando e come nasce?

Il progetto “Il Mestiere delle Arti” è un corso di formazione e orientamento per giovani creativi e creative dell’Emilia-Romagna finalizzato all’acquisizione delle competenze e delle conoscenze necessarie per trasformare il proprio talento e la propria capacità artistica e culturale in progetti e percorsi lavorativi e imprenditoriali nell’ambito delle professioni artistiche e culturali e delle industrie culturali creative. E’ articolato in tre fasi: lezioni con docenti; tirocini o residenze formative; workshop finale orientato alla definizione e realizzazione di un progetto artistico/culturale. E’ nato nel 2008, sulla base della constatazione dell’assenza, nel sistema formativo del nostro paese in ambito artistico e culturale, di momenti e occasioni strutturate di conoscenza, orientamento e avviamento per i giovani creativi nei confronti delle professioni nei diversi segmenti del settore culturale.

2. Quante edizioni sono state fatte e quanti giovani hanno partecipato?

Ad oggi sono state realizzate quattro edizioni, alle quali hanno preso parte 66 giovani creativi.

3. Il progetto è rimasto sempre lo stesso o si è evoluto nel tempo?

Nelle finalità e negli obiettivi il progetto è rimasto sempre lo stesso. Dopo la prima edizione, che è durata tre anni, è stato compattato nella durata (ora di 18 mesi). Sulla base dei feedback ricevuti dai partecipanti di ogni edizione si è cercato di tarare con sempre maggiore efficacia gli argomenti delle lezioni e i profili dei tirocini formativi. Il workshop finale è evoluto dalla dimensione prettamente espositiva o performativa delle prime due edizioni all’attuale format che prevede la realizzazione di un vero e proprio progetto artistico/culturale compiuto in tutte le sue fasi progettuali e organizzative. Infine, nell’ultima edizione il corso ha avuto come target sia chi è interessato a un percorso sul versante delle professioni artistiche e culturali (come nelle prime tre edizioni) sia chi intende intraprendere attività nel settore delle industrie culturali creative.

4. I docenti e i professionisti dedicati alle docenze da quali ambiti provengono e come vengono scelti?

I docenti e professionisti dedicati alle docenze provengono da diversi ambiti: universitario, sistema dell’arte e della cultura, professioni afferenti a tale sistema (per esempio avvocati esperti nella tutela legale degli artisti), artisti, economisti dell’arte, progettisti culturali, esperti di marketing e di accounting in ambito culturale. Vengono selezionati sulla base della loro comprovata elevata collocazione nel sistema dell’arte e della cultura e delle professioni afferenti, e competenza accertata per quel che concerne gli argomenti del corso.

5. I partecipanti al percorso da quali studi universitari provengono?

La provenienza principale è data da studenti ed ex studenti di Accademie di Belle Arti o di corsi universitari umanistici.

6. I partecipanti durante il percorso hanno deciso poi di intraprendere appieno il mestiere artistico e/o avviare un’attività imprenditoriale in tal senso?

La maggior parte dei partecipanti alle varie edizioni ha intrapreso questo percorso, in due modalità diverse: incrementando la carriera artistica, grazie anche alle relazioni attivate con il corso, e iniziando un percorso lavorativo presso professionisti del sistema artistico e culturale (soprattutto per quel che riguarda i partecipanti alla terza edizione del corso). Per quel che concerne l’avvio di attività imprenditoriali, abbiamo registrato ad oggi alcuni esempi, ma dal momento che abbiamo iniziato ad occuparci di quest’ambito solo a partire dall’ultima edizione potremo fare un bilancio più preciso, su questo aspetto, solo nel prossimo anno.

7. L’ultima edizione è iniziata nel 2019 ed è ancora in corso, a causa ovviamente della pandemia, cosa ne pensi dell’andamento?

La pandemia, ovviamente, ha portato molti problemi per la realizzazione del corso, che ha come aspetto importante l’attivazione di relazione fra i partecipanti e i docenti. Nella modalità di attuazione a distanza, questo aspetto è risultato più problematico. Parimenti, nella situazione attuale, è risultato più problematico gestire la fase dei tirocini e del workshop finale.

8. Ci sarà un’altra edizione dopo questa?

Sì, vi è l’intenzione di attivare una nuova edizione nel 2022/2023.

In attesa della nuova edizione, nelle prossime settimane vi racconteremo chi sono e cosa fanno i partecipanti e le partecipanti dell’edizione in corso e il progetto Herba Bēta.

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