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Giovani e lockdown: un documentario con gli speaker di Radio Sonora

L'esperienza raccontata attraverso gli occhi di ragazze e ragazzi

Raccontare attraverso un documentario l’esperienza vissuta durante il lockdown da parte di bambini/e e ragazzi/e: questo è il progetto di Alessandro Tosatto in collaborazione con il Dipartimento di Pediatria e Psicologia dell’Università di Padova che, nelle prime settimane di ottobre, ha caratterizzato la programmazione di Radio Sonora: la web radio infatti si è trasformata per qualche giorno nella sede delle riprese che il regista ha scelto per il proprio documentario, con l’obiettivo di mostrare il punto di vista dei giovani sulla drammatica situazione che oggi stanno vivendo.

Durante il periodo di emergenza infatti temi più urgenti come sanità, lavoro, scuola e tutte le difficoltà ad essi correlate hanno caratterizzato fortemente i media e la comunicazione e poco spazio è stato concesso a tutti quei giovani che da un momento all’altro si sono trovati chiusi in casa senza poter vedere amici e parenti o fare sport.
Radio Sonora ha rappresentato quindi il filo conduttore del progetto grazie anche alla collaborazione di Rocco e di Greta, due giovanissimi speaker che fin da subito si son mostrati entusiasti per il progetto e sono stati incaricati di condurre una trasmissione radiofonica con le testimonianze di ragazze e ragazzi e professionisti.

Il documentario offre l’occasione per poter dar voce all'esperienza e alle emozioni che han vissuto in prima persona ma anche quella dei propri coetanei, attraverso due tappe: una prima parte delle registrazioni infatti è avvenuta nelle stesse mura di casa, diventate anch’esse protagoniste di questa emergenza, per poi finire in radio. “La cosa più difficile in questi mesi - racconta Greta - è stata la lontananza fisica degli amici e dei parenti e il non poter andare a scuola. In compenso ho riscoperto il rapporto con i miei vicini di casa. Credo che per molti, il lockdown sia stato occasione per riscoprire il piacere di stare in famiglia. Per altri invece, la convivenza forzata, magari con più fratelli e sorelle e in spazi ristretti, può aver creato qualche problema per esempio per l’utilizzo del pc o della scrivania per i compiti”. Confrontandosi con i suoi coetanei però Greta si è resa conto lo stesso timore del virus e del contagio è stato vissuto in modo differente, ad esempio Rocco che racconta come si è trovato spesso a combattere la noia. “E’ stato forse l’aspetto più pesante di questi mesi. Cercavo sempre cose nuove da fare, nuovi hobby e ho riscoperto la passione per i cruciverba. Passare tutte le giornate senza mai uscire, però, mi ha portato a osservare da vicino come si svolge la vita tra le mura domestiche, come funziona e si manda avanti una casa. Tutte cose a cui, prima, prestavo poca attenzione”.

Un'esperienza formativa per i due giovanissimi speaker che hanno fortemente voluto dare il proprio contributo facendosi portavoce dei pensieri dei loro coetanei raccogliendo testimonianze e ascoltando ogni punto di vista con la volontà di aiutare a contenere le conseguenze negative e traumatiche che questa esperienza sta facendo pesare sulle loro spalle.