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I disegni sul 2 Agosto di Anna Ciammitti

La strage di Bologna in un fumetto

Bolognese, nata nell’anno dell’attentato alla Stazione di Bologna, aveva 26 anni quando nel 2006 ha disegnato il romanzo a fumetti “La strage di Bologna” in collaborazione con Alex Boschetti edito da BeccoGiallo e recentemente ristampato a colori. Ora che di anni ne ha 36 Anna Ciammitti si è affermata nel campo dell’animazione stop-motion lavorando sia all’estero (in Spagna) che in Italia in progetti d’alto livello.

Noi della redazione di Giovazoom l’abbiamo incontrata e ci siamo fatti raccontare il suo percorso, partendo proprio dall’esperienza nella realizzazione del fumetto “La strage di Bologna”.

Come è nata in te, che allora eri poco più che ventenne, l’idea di utilizzare il linguaggio del fumetto per affrontare la Strage del 2 agosto 1980, definita il più grave atto terroristico compiuto in Italia nel dopoguerra?
A quel tempo avevo finito l’accademia delle Belle Arti e muovevo i miei primi passi professionali nel mondo del fumetto d’autore e dell’illustrazione. Con l’amico Alex Boschetti, sceneggiatore e scrittore, eravamo rimasti allibiti dalle risposte date in una ricerca da ragazzi bolognesi in merito alla strage del 2 agosto: in tanti a malapena sapevano che era successo qualcosa alla stazione di Bologna, altri ignoravano addirittura l’accaduto. Così pensammo che unendo le sue competenze di sceneggiatore alle mie di illustratrice avremmo potuto realizzare un testo che parlasse della strage del 2 agosto con un linguaggio che attirasse i giovani, quello del fumetto appunto. E così ideammo il progetto insieme alla casa editrice BeccoGiallo, molto attenta alle tematiche di impegno civile.

Come vi siete mossi per documentarvi in modo approfondito sulla stage?
Ci siamo rivolti all’Associazione dei familiari delle vittime della strage trovando grande disponibilità da parte del Presidente Paolo Bolognesi che ci ha seguito per ricostruire la vicenda giudiziaria. Grazie a lui abbiamo preso contatti anche col CEDOST (centro di documentazione storico politica sullo stragismo) dove abbiamo avuto accesso ai materiali d’archivio: immagini, giornali dell’epoca, video…

In concreto poi come sono nati i tuoi disegni?
Disegnavo a mano libera una tavola al giorno. E’ stato faticoso, ma ne è davvero valsa la pena. Per raccontare molte cose in un numero limitato di pagine era importante che la narrazione fosse chiara. Era la prima volta che disegnavo un romanzo a fumetti lungo, prima mi ero cimentata sempre su storie brevi, e non è stato facile mantenere uno stile unitario per oltre 90 pagine.

Che valore ha per te oggi l’aver illustrato questo fumetto sulla Strage di Bologna?
La considero una tappa fondamentale per il mio percorso di crescita personale. Sono contenta di essermi potuta impegnare in modo costruttivo per la mia città mettendo a disposizione le mie competenze affinché i giovani leggendo il fumetto facciano memoria della strage. A distanza di anni posso dire sia stato il mio modo di restituire qualcosa alla mia città da un punto di vista civico-sociale e ne vado orgogliosa.

Adesso però non abiti più a Bologna, né ti occupi più di fumetto.
Esatto. Adesso lavoro a Milano nel settore dell’animazione stop-motion, ma il mio percorso professionale mi ha portato a formarmi soprattutto all’estero a Barcellona prima con un erasmus poi in uno studio professionale grazie al bando Moving Up.

Consiglieresti quindi questo bando Moving Up ad altri giovani artisti come te?
Sì per me è stato un passaggio fondamentale perché mi ha permesso di sperimentare concretamente il lavoro dell’animatore in stop-motion quando in Italia era ancora poco diffuso e di cui in Accademia delle Belle Arti avevo affrontato solo gli aspetti teorici. Certo si è trattato di uno stage pagato da Moving Up, ma poi a distanza di tre mesi è nata una collaborazione retribuita.
Ai giovani artisti consiglio negli anni di formazione di sperimentare il più possibile e di imparare direttamente entrando nel mondo del lavoro, perché solo così si può veramente capire qual è l’ambito in cui ci si può esprimere al meglio. Non bisogna aver paura di lasciarsi guidare dalla propria passione.

Hai avuto coraggio ad abbandonare il mondo del fumetto dove ti stavi già facendo un nome.
Le mie passioni sono il disegno e l’animazione in stop-motion, con la seconda ho trovato sempre lavoro, anche all’estero. Da Barcellona sono andata a lavorare a Milano da Fusako Yusaki (la
“regina della plastilina” famosa per le pubblicità del Fernet Branca con la sua particolare tecnica di plastilina su vetro), poi nuovamente in Spagna questa volta a Valencia come animatrice in stop-motion per il film d’animazione diretto dallo spagnolo Sam e intitolato Pos Eso che abbiamo presentato con successo anche al Future Film Festival di Bologna. Dopo questa importantissima esperienza sono tornata in Italia e ora lavoro a Milano a pubblicità d’autore con lo staff di Virgilio Villoresi. Due anni fa ho partecipato a progetti di animazione per installazioni all’Expo per il padiglione dell’Azerbaigian e per quello della Santa Sede.

Ci puoi spiegare in parole semplici in cosa consiste ora il tuo lavoro?
Durante il mio percorso professionale mi sono occupata di tutte le fasi dell’animazione in stop-motion: dalla costruzione di scenografie e oggetti alla modellazione, dalla scrittura degli
storyboards alla fotografia per arrivare all’animazione vera e propria dove i movimenti dei personaggi sono creati da immagini fisse divise in frazioni di tempo all’interno della scenografia, movimento dopo movimento, foto dopo foto. Attualmente mi occupo principalmente proprio di questa ultima fase, cioè dell’animazione vera e propria.

Per saperne di più

Il fumetto “La strage di Bologna” edito da BeccoGiallo

Il sito di Anna Ciammitti

L’Associazione dei familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 Agosto 1980 

Tutte le iniziative in occasione del 37esimo anniversario della strage

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