NEWS

LE NOTIZIE DAL PORTALE GIOVANI

Partecipazione

Dalla confisca all'accoglienza

La nuova vita di Casa Zucchi raccontata a teatro dagli studenti

07.06.2018

Giustizia sociale e solidarietà. Contrasto alle mafie e cultura dell’accoglienza. Riutilizzo virtuoso di un bene confiscato e lotta ai pregiudizi sui migranti.
Hanno lavorato su questi temi gli studenti e le studentesse del laboratorio teatrale di prosa del Liceo Righi di Bologna. E con passione, entusiasmo e determinazione il 18 e il 19 maggio 2018 all’ITC di San Lazzaro hanno portato in scena lo spettacolo “Casa Dolce Casa” scritto e diretto da Alessandro Migliucci e incentrato su Casa Zucchi, una villetta situata proprio a San Lazzaro (Bologna) e confiscata ai clan, diventata dal 2017 un luogo di accoglienza per richiedenti asilo gestito dalla cooperativa l’Arca di Noè. “Gli studenti – ci confida il regista – temevano che i compagni non si sarebbero immedesimati nei personaggi da loro interpretati, giovani scappati dalle guerre e dalla povertà e in cerca di accoglienza in un nuovo Paese, temevano che gli adulti non ne volessero sapere di uno spettacolo che mette a nudo i pregiudizi sui migranti. E invece con Casa Dolce Casa i ragazzi sono davvero riusciti a sensibilizzare il pubblico su questi temi scottanti mettendo in scena il passato, il presente e il futuro di Casa Zucchi. Casa di tutti come luogo di accoglienza per chi scappa dalle guerre e dalla fame. Casa come patrimonio di tutti sottratto alle mafie. Casa come luogo di incontro di una comunità aperta e solidale col prossimo.”

Ma facciamo un passo indietro. Come è nata l’idea di dedicare uno spettacolo teatrale proprio a Casa Zucchi?

Libera e l'Arca di Noè insieme per le nuove generazioni 

“L'idea dello spettacolo è nata all'interno del progetto "Diritti di scena" del teatro ITC di S. Lazzaro, che ha portato avanti tre percorsi teatrali con tre licei bolognesi, in collaborazione con CGIL, A.N.P.I. e Libera. E' stata proprio Libera a proporre a noi della Cooperativa Arca di Noè di collaborare con il teatro e con il liceo Righi, per portare avanti uno spettacolo di sensibilizzazione sia rispetto ai temi delle mafie che dei richiedenti asilo, mettendo in scena l'esperienza di un bene come Casa Zucchi, confiscato e adibito a struttura di accoglienza.” A parlare è Elisa Torricelli referente sociale del progetto Sprar di Casa Zucchi. Con lei noi della redazione Giovazoom ci eravamo già sentiti a fine 2017 quando all’interno di "Fili", il festival di Libera, venne organizzata la presentazione del progetto “Dalla confisca all'accoglienza. Quando un bene sottratto alla mafia diventa un'arca per richiedenti asilo”. In quell’occasione abbiamo raccolto le dichiarazioni di Antonio Monachetti allora referente di Libera Bologna, e Andrea Giagnorio coordinatore del progetto per Libera che ci hanno spiegato quanto sia importante far conoscere sul territorio, e in particolare ai giovani, questo esempio virtuoso di riutilizzo sociale di un bene confiscato. Guarda la video-intervista nel box di lato

Uno zoom su Casa Zucchi 

Per anni è stata un’anonima villetta fuori San Lazzaro, in via Zucchi. Ci abitava un giostraio, ma non un giostraio qualunque, visto che è stata confiscata con l’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali antimafia disposte dal tribunale di Bologna e – grazie alla legge 109/96 per il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati alle mafie – nel marzo 2017 è stata assegnata alla cooperativa sociale Arca di Noè. Adibita a centro di accoglienza per richiedenti asilo è dal 2018 inserita nel sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), il progetto coordinato da Asp città di Bologna.
Ribattezzata “Casa Zucchi” dal nome della via che la ospita la villetta è quindi rinata a nuova vita: qui ora vivono dieci richiedenti asilo che hanno tra i 18 e i 28 anni provenienti da diversi Paesi dell’Africa Subsahariana: Senegal, Mali, Costa d’Avorio, Camerun. La cooperativa Arca di Noè, attraverso il lavoro svolto da un’equipe multidisciplinare, porta avanti un progetto d’accoglienza e integrazione con l’obiettivo di favorire l’autonomia delle persone accolte, offrendo servizi di accompagnamento, attraverso la pianificazione di progetti personalizzati in ambito legale, socio-sanitario, linguistico, formativo e di orientamento al lavoro. Ce l’ha spiegato bene Giovanni Capodiferro dell’Arca di Noè. Guarda la video-intervista nel box di lato

Il percorso teatrale del Liceo Righi 

Focus centrale del progetto teatrale del liceo Righi è stata proprio questa nuova vita di Casa Zucchi che da immobile frutto di proventi illeciti diventa bene comune, luogo di solidarietà con tutte le implicazioni che l’accoglienza dei migranti porta con sé. Gli studenti, accompagnati dalla prof.ssa Matilde Maresca e dal regista Alessandro Migliucci, di settimana in settimana hanno con spirito critico affrontato i temi scottanti dell’immigrazione: dalle richieste di asilo e di protezione alle difficoltà sui permessi, dalle lungaggini burocratiche ai pregiudizi delle persone. Il gruppo, formato da una ventina di ragazzi e ragazze dai 14 ai 18 anni, ha avuto anche l’opportunità di conoscere di persona i giovani richiedenti asilo: ragazzi poco più grandi di loro con cui si sono confrontanti, di cui hanno conosciuto le storie, provando poi ad interpretarle. “Questo laboratorio teatrale ha così portato all’incontro, alla conoscenza e al racconto di una realtà del nostro territorio che coniuga i valori a noi più cari: solidarietà e giustizia sociale.” dichiara con soddisfazione il regista che ha seguito il gruppo teatrale del liceo Righi dallo scorso ottobre organizzando prima workshop di drammaturgia e di teatro e poi lavorando sul tema proposto da Libera. “Da parte degli studenti – conclude Migliucci – c’è stata subito grande voglia di saperne di più sul fenomeno dell’immigrazione e dell’accoglienza, poi è nata una profonda empatia coi giovani richiedenti asilo, fino ad arrivare a voler trasmettere con forza un messaggio di integrazione.”

La voce delle studentesse e degli studenti

Spetta a noi, alla comunità, far sì che questi giovani possano identificare il luogo che li ha accolti, di cui non conoscono la lingua e di cui sono estranei anche alla cultura, col nome di Casa. Casa che hanno dovuto abbandonare per sfuggire alle guerre e alla povertà.” Ci dice con convinzione Caterina Bonini della classe IV (ascolta le sue dichiarazioni). Anche Jade Rodriguez della classe III crede con determinazione nel messaggio di accoglienza che coi suoi compagni ha voluto trasmettere combattendo i pregiudizi e si dice molto orgogliosa dello spettacolo (ascolta le sue dichiarazioni).

Abbiamo raccolto anche le voci di Emanuele Romagnoli della classe V (ascolta le sue dichiarazioni) e di Cecilia Biscarini classe IV (ascolta le sue dichiarazioni): entrambi si dicono entusiasti del percorso teatrale svolto per aver affrontato da vicino un tema, quello dell’immigrazione, spesso allontanato dalla loro quotidianità di studenti.

E proprio per aver affrontato questo tema partecipando alla rassegna "Diritti di scena" gli studenti del Liceo Righi hanno ricevuto una menzione speciale. A noi non resta che complimentarci con questi ragazzi del gruppo teatrale e col regista Alessandro Migliucci per aver lanciato con passione, impegno e determinazione messaggi di solidarietà verso i giovani richiedenti asilo, dando al contempo l’opportunità agli spettatori di “conoscere” un bene sottratto alle mafie e divenuto patrimonio dell’intera comunità.

Per approfondire:

La presentazione di Casa Zucchi sul sito della Cooperativa Arca di Noè
La presentazione dello spettacolo sul sito dell’ITC Teatro

 

 

 

archiviato sotto: ,