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Lavorare da Google: la storia di Federico

21 anni, da Bologna a Dublino

Tutto quello che puoi immaginare, lo puoi realizzare. Devi solo lavorarci e crederci tanto.
Potremmo riassumere così la nostra lunga chiacchierata con Federico in un pomeriggio di maggio. Noi a Bologna, lui in diretta da Dublino, dove pochi mesi fa si è trasferito per iniziare a lavorare da Google tramite l’agenzia Adecco.

Chi è Federico Dalpozzo

Veneziano di origini, bolognese d’adozione, Federico ha 21 anni. Cinque anni di studio al Liceo Scientifico Copernico di Bologna e poi la scelta di iscriversi a Management and Marketing all’Alma Mater. Un corso di laurea abbastanza specifico perché – come dice lui – le idee su cosa fare in futuro erano chiare già da tempo. La spinta a seguire con determinazione le sue ambizioni professionali arriva con la prima esperienza di vita all’estero. Ad agosto dello scorso anno, infatti, Federico si trasferisce in Olanda per fare l’Erasmus.
Tanti i dubbi prima di partire, soprattutto legati al fatto di aver lanciato proprio in quel periodo una start up, tutt’ora funzionante, ma si rende conto ben presto che avrebbe potuto dare il suo contributo anche da lontano, occupandosi appunto di digitale. E così vola a Rotterdam, dove inizia a conoscere nuova gente e a confrontarsi con una cultura e uno stile di vita completamente nuovi.
Improvvisamente scopro il mondo. Scopro che c’è altro dopo il giardino di casa e da lì inizia una nuova vita, in poche parole, perché ogni giorno conosco nuove persone da tutto il mondo, creo contatti e relazioni. Una delle cose più belle che mi ha lasciato l’Erasmus è anche la consapevolezza che se domani voglio andare in Germania ho almeno una decina di amici pronti ad ospitarmi o indirizzarmi. Così per tutte le nazioni dell’Europa, America, Asia, Sud America”.

Il valore di fare un’esperienza all’estero

“È stato bellissimo – ci racconta Federico - entrare in contatto con diverse culture e vedere come le persone affrontano in maniera diversa lo stesso problema. È così che ti rendi conto che ci sono tanti altri modi di vedere le cose, tanti punti di vista diversi dal tuo, dal nostro. Questa è una cosa che mi ha davvero aperto la mente e quindi mi ha portato nella direzione di voler continuare a scoprire”.

Mentre parliamo Federico riesce a farci innamorare di Rotterdam, città all’avanguardia, dove servizi e mezzi di trasporto sono prova quotidiana di efficienza e innovazione. Ci racconta delle sue giornate passate a segnarsi le cose che gli olandesi hanno in più di noi. Per esempio diverso è lo stesso approccio al lavoro, qui si predilige molto il lavorare in team. Il successo di una persona diventa fonte di ispirazione per tutta la squadra. Si collabora e ci si supporta. In Italia spesso se una persona ha successo, rischia di essere esclusa e continuamente demolita e demotivata da altri. “Uscire dal mio ambiente - afferma Federico, mi ha indubbiamente aiutato a tenere alta la mia voglia di fare. Cerco di tenerla sempre viva. Vorrei non fermarmi mai”.

La determinazione di Federico è stata fondamentale nel momento in cui – assolutamente per caso – gli si è presentata l’opportunità di fare un colloquio per una posizione Adecco che lo portasse a lavorare direttamente alla sede irlandese di Google. Inizia tutto durante una skypecall con un suo professore, richiesta per risolvere alcune difficoltà con la burocrazia tra le due università.
Nonostante l’impossibilità di sostenere nei tempi il suo ultimo esame, Federico gli rivela di volersi comunque trasferire a Dublino per provare a cercar lavoro in una delle quattro grandi tech companies qui presenti: Google, LinkedIN, PayPal e Microsoft.
“A fine chiamata – ci racconta - mi ha visto talmente motivato che mi ha chiesto a tempo perso il CV per inviarlo ad un suo contatto interno a Google. Nel pomeriggio dello stesso giorno vengo chiamato dall’agenzia Adecco ed inizio il mio iter di colloqui. Sapevo che da quel momento in poi era tutto nelle mie mani. Potevo contare solo sulle mie capacità. Dopo i colloqui con Adecco e con Google mi chiedono se sono disponibile a trasferirmi a Dublino dopo due settimane. Contratto di un anno. Accetto. Dall’Olanda volo a Bologna per una settimana e mi preparo al trasferimento in Irlanda”.

Sede Google a Dublino - ph. Peter Wurmli
Il lavoro di Federico in Google

Il lavoro di Federico in Google riguarda l’area business, con un focus specifico sul mercato italiano.
“Studiamo il mercato italiano al fine di individuare aziende che abbiano un alto potenziale di crescita attraverso il marketing digitale, per poi aiutarle a crescere grazie alle soluzioni offerte da Google, come per esempio Adwords.
Entriamo in contatto con aziende e grandi brand con i quali studiamo un percorso costruito insieme ad altri team, che coinvolge in particolare l’area media e comunicazione digitale” – ci spiega.

Durante la nostra chiacchierata non possiamo fare a meno di chiedergli come ci si sente a lavorare all’interno degli uffici di un’azienda nota per avere alcuni tra gli spazi di lavoro tra i più belli e ambiti al mondo. E ancora, come si fa a godersi tutto ciò portando a termine nello stesso tempo gli obiettivi lavorativi giornalieri.
“In effetti, ci racconta Federico, dopo questa esperienza sarà dura ambientarsi in altri contesti. Qui c’è una vera e propria città. Gli uffici sono enormi. Il design punta molto sui colori. Ci sono ristoranti, bar, lavanderia, la palestra, la piscina e persino la banca. La cosa bella di questo lavoro – ci spiega, è il suo essere molto simile a quello imprenditoriale. Gli orari te li gestisci tu. Io per esempio arrivo abbastanza presto in modo da potermi dedicare un giorno alla palestra e l’altro al nuoto. Nessuno controlla se arrivo presto o tardi, sono io consapevole degli impegni e degli obiettivi che dovrò raggiungere durante la giornata. Questa libertà è preziosa, ma nello stesso tempo ti richiede tanta responsabilità e ottime capacità organizzative.”

A tal proposito, aggiunge – “essere persone organizzate è fondamentale. È un requisito che sto imparando essere unico. Noi per esempio dobbiamo tener conto dei mercati con i quali lavoriamo e del possibile gap d’orario, soprattutto quando abbiamo la necessità di contattare i clienti.”

Lavorare da Google può essere visto indubbiamente come un privilegio, se si pensa alle policy di gestione dei dipendenti, alla cura degli spazi di lavoro e alle modalità stesse di gestione del lavoro. “Personalmente – prosegue Federico, sto apprezzando molto il lavorare per obiettivi, perché ti stimola a fare tanto e hai l’opportunità di poter dimostrare quanto vali. Io credo che qui la meritocrazia esista. Non devi essere un genio assoluto, ma sicuramente devi avere la capacità di farti degli amici, di non rimanere da solo nell’ambiente di lavoro. Adesso sto cercando di trasmettere questo principio alle persone che sto formando, che paradossalmente sono anche più grandi di me. Ho cercato subito di creare il team, perché bisogna crescere insieme e andare insieme verso il risultato finale. Che tu sia in grado da solo di fare cento conta poco, se le persone con le quali collabori sono rimaste indietro. L’azienda ti sprona a fare squadra.”

Primi passi per entrare in contatto con le Big Companies
Sede Google Dublino - ph.Peter Wurmli

Sono in tantissimi i giovani che sognano di entrare a far parte di aziende del livello di Google, anche se in maniera indiretta. Abbiamo chiesto a Federico qualche spunto sulle caratteristiche e le competenze sulle quali puntare, partendo come sempre dalla sua esperienza personale.
“Secondo me – [ndr. Federico ci tiene a precisare che parla dal suo punto di vista e non a nome dell’azienda] è importante essere persone proattive. Avere voglia di fare e di mettersi in gioco.
Inoltre conta molto essere flessibili. Spesso anche essere disponibili ad ammettere i propri errori. Credo di poter dire che una delle cose che mi ha permesso di essere qua è sicuramente il fatto di aver dimostrato di avere la voglia di imparare. Sono arrivato qui che molte cose non le sapevo fare, però sapevo e ho chiaramente detto che le avrei volute imparare, che ero disposto a mettermi a studiare”.

“Sicuramente la precedente esperienza all’estero mi ha aiutato tanto - ammette Federico. In Olanda ho capito cosa vuole dire essere con la mente aperta. Saper accettare e dare dei feedback. Bisogna essere sempre pronti a ricevere delle critiche senza offendersi, perché da qui si riparte per fare meglio. Devi dunque essere in grado di saperle cogliere positivamente, perché il tuo compagno di team lo ha fatto per farti migliorare. Grazie a questo lavoro sto anche imparando a conoscere meglio i modi di comunicare di persone provenienti da paesi diversi. Sono circondato da inglesi, svedesi, spagnoli, turchi e ognuno di noi si relaziona con i propri clienti in maniera differente. Per esempio mentre noi e gli spagnoli usiamo molto il telefono, per interfacciarci direttamente a voce con i vari manager, i colleghi dei paesi nordici usano di più le email”.

I consigli di Federico ai giovani sono chiari. “L’atteggiamento che si assume nei confronti della vita, delle situazioni, è fondamentale. Bisogna curare molto quello, perché c’è molta differenza tra vedere una persona positiva, con un mindset propositivo, piuttosto che una che continuamente si aspetta che cada qualcosa dal cielo. È fondamentale inoltre smettere di lamentarsi e consolidare piuttosto un atteggiamento che sia orientato a trovare una soluzione.
Ho individuato un problema: come si può risolvere? Nessuno ha ancora trovato una soluzione? Diventa tu il primo. E poi, sicuramente bisogna continuare a studiare e leggere sempre. Ne vale della propria crescita personale. Un altro consiglio che sento di condividere con i miei coetanei è curare il proprio network di conoscenze e gente che si frequenta. È incredibile, infatti, quando tendiamo ad essere condizionati da chi ci circonda. Il fatto di frequentare una persona propositiva piuttosto che una pessimista, può condizionare una carriera.
Tu magari hai un’idea e il pessimista ti dice non farlo, non andrà mai. L’altro invece ti dice fallo, prova”.

Pensando al futuro

Tra una domanda e l’altra, la voglia di continuare su questa strada, sperimentando magari altri paesi, emerge molto forte e l’Italia potrebbe sembrare molto lontana dai piani di Federico.
In realtà ci spiega che l’amore e la passione per il nostro paese aumentano all’aumentare dei mesi passati all’estero. “Non ho mai detto di volermene andare dall’Italia – confessa Federico. Per me è un paese bellissimo, e più vivo all’estero, più mi rendo conto della sua bellezza a livello culturale e artistico. Adesso però ho la certezza di essere in una fase dove, se voglio apportare il mio contributo all’Italia, sento di dover imparare ancora di più. Se rimani sempre nello stesso posto, rischi di iniziare a pensare come tutti gli altri, di farti piacere anche ciò che non va. Andando fuori, invece, vedi altre prospettive e scopri quel qualcosa in più che potrebbe essere utile anche importare nel tuo Paese. Vivendo fuori mi rendo conto di imparare ogni giorno qualcosa di nuovo, di crescere continuamente”.

Ringraziamo Federico Dalpozzo per aver condiviso la sua esperienza con Giovazoom. Speriamo possa essere d’ispirazione e incoraggiamento per tanti giovani.