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Mobilità europea: l'impegno di Ferfilò

Da Cento all'Europa e viceversa

Dall’Europa a Cento. Continuiamo a parlare di progetti e mobilità europea con i ragazzi e le ragazze dell’Associazione Ferfilò, che hanno fatto dello stare insieme, proprio come ai tempi antichi si stava a “far filò” attorno al focolare (da qui il nome) una prassi efficace per condividere idee, costruire progetti e coinvolgere i giovani del territorio.

Ferfilò è operativa dal 2011, anno in cui a Cento si iniziano ad organizzare e gestire attività culturali ed eventi giovanili, partendo da idee e proposte dei ragazzi stessi. 

Abbiamo fatto una chiacchierata con Giulia ed Enrico per conoscere da vicino l’impegno dell’associazione sulle tematiche europee e i percorsi di mobilità. Giulia Ginesi, da appassionata di economia sociale, in associazione non poteva che occuparsi di bilancio, questioni amministrative e di tutto ciò che riguarda il budget dei progetti. L’anima dei progetti europei è Enrico Taddia, laureato in pedagogia, ex Presidente dell’Associazione ed esperto nella gestione e facilitazione di progetti. Attivo nella creazione di reti di collaborazione tra Ferfilò e altre realtà associative a livello regionale, nazionale ed europeo, Enrico ci ha spiegato che l’impegno su iniziative e progetti europei inizia già nel 2011, con i primi scambi giovanili nell’ambito di Youth in Action.

Oggi prosegue con molte iniziative di promozione e informazione sulle opportunità che l’Europa offre ai giovani. Ce ne aveva parlato anche Edoardo Accorsi, tra i relatori del convegno "Infoday Erasmus+" che il nostro Assessorato ha organizzato lo scorso novembre insieme a Europe Direct Emilia-Romagna. Guarda il video con le dichiarazioni di Edoardo

Ferfilò è impegnata in un’attività di affiancamento del Comune di Cento, in particolare nel supporto allo Sportello Informagiovani soprattutto per quanto riguarda progetti di mobilità europea. Un’attività di sensibilizzazione e informazione che arriva anche dentro le aule scolastiche, dove l’Associazione entra con alcuni dei giovani volontari dei progetti SVE per condividere le loro testimonianze direttamente con gli studenti delle classi quinte.

Come ci ha spiegato la stessa Giulia, Ferfilò è accreditata nella realizzazione di progetti SVE, sia come ente di invio che di accoglienza. Attualmente stanno ospitando una ragazza macedone e un ragazzo francese, che si fermeranno a Cento per 11 mesi, sino a fine agosto. Entrambi partecipano ad un corso di italiano e sono impegnati in quasi tutte le attività dell’Associazione destinate a bambini di scuola materna e primaria, nei Laboratori, nelle attività di dopo-scuola e in generale nel supporto alle attività dell’associazione. Nello stesso tempo è partita anche una giovane con destinazione Nevers, in Francia. Abbiamo avuto il piacere di scambiare un po’ di opinioni con tutti loro.

L'esperienza di Léo, Irene e Amanda e il lancio di "BITE" che a giugno farà tappa a Bologna

Irene Krsteva

Léo Pilorge ha 21 anni e arriva dalla borgogna francese. Ha studiato Management&Marketing e la scelta di fare uno SVE in Italia è stata motivata dalla voglia di imparare bene la nostra lingua e di mettersi alla prova in un ambito totalmente nuovo, arricchendo nello stesso tempo il raggio di amicizie e visitando il bel paese. Leo sta maturando soprattutto competenze in ambito educativo. Lavora molto con i bambini ma anche nel supporto degli adulti per la fruizione di vari servizi. Tra le attività a cui tiene di più c’è il Laboratorio di Musica Terapia per persone disabili.

Irene Krsteva, 26 anni, invece arriva da Skopje, Macedonia, e affianca Enrico nelle attività di euro progettazione, promozione e informazione. Dopo la laurea in Lavoro e politiche sociali, Irena ha lavorato per cinque anni con associazioni giovanili macedoni. Da ultimo ha prestato servizio presso lo Youth Association Center for Youth Activism KRIK, con il ruolo di Program Coordinator per l’Inclusione Sociale e come SVE mentor per i volontari incoming. Irena segue diverse attività. La trovate presso l’Ufficio Informagiovani di Cento dove promuove il programma Erasmus Plus e tante altre opportunità per i giovani. Svolge inoltre funzioni di project design e project development.

“Grazie a questo SVE – ci racconta Irene – sto sviluppando diverse competenze che riguardano sia le mie soft skills, che la gestione del tempo, delle mie capacità organizzative e lo sviluppo di un pensiero critico. Sto inoltre sviluppando un forte senso di indipendenza, perché è la prima volta che vivo da sola e in modo indipendente per un lungo periodo”. Giunta quasi a metà della sua esperienza in Ferfilò, il suo bilancio è molto positivo, sia per le occasioni avute di mettersi alla prova e imparare, sia per le persone incontrate, i luoghi visitati e tutto ciò che il vivere in un paese come l’Italia comporta.

“Agli altri giovani dico di uscire dalla loro zona di confort e di provare le opportunità di Erasmus + - afferma Irene quando le chiediamo perché i suoi coetanei non dovrebbero esitare a partire - All’inizio può spaventare, ma l’esperienza che farai ti cambierà la vita completamente. Ci sono molte opportunità di breve o lungo periodo, dappertutto in Europa, su temi differenti, si può partire da soli o con altre persone dal proprio paese. C’è qualcosa per ognuno di voi. Scegliete le opportunità che si adattano di più ai vostri interessi e andate all’estero. Ed è vero, una volta che inizierete l’Erasmus non tornerete più indietro”. 
Abbiamo incontrato anche Irene al convegno "Infoday Erasmus+" dello scorso novembre. Guarda il video

Nel frattempo a Nevers, in Francia, c’è Amanda Yahaut da ormai sette mesi.
“Dopo la laurea in Mediazione Linguistica – ci spiega – ho deciso di fare un Servizio Volontario Europeo per un anno. Volevo fare un’esperienza all’estero che mi permettesse di praticare le lingue che avevo studiato e di fare qualcosa di utile per la comunità. Lo SVE mi ha permesso di combinare le due cose”. In Francia lavora presso il Comune di Nevers e si occupa principalmente di promozione della mobilità ai giovani del posto. Svolge colloqui individuali, partecipa a presentazioni nelle classi e ad eventi “porte aperte” per i giovani. Supporta inoltre i ragazzi interessati durante tutto il percorso di candidatura, dalla selezione del progetto alla stesura della lettera motivazionale e del curriculum in inglese.

Insieme ad una giovane collega ucraina realizzano una trasmissione radiofonica mensile dal titolo “Carnets d’Europe”, dove vengono trattati argomenti di interesse per i giovani, esperienze di mobilità e aspetti culturali dei loro paesi di origine. Una volta a settimana, inoltre, animano un Club di lingue per i cittadini locali, organizzando serate dove nei vari tavoli si parlano più lingue straniere. Amanda ovviamente si occupa della tavola dove si pratica la lingua italiana.

“Si tratta di esperienze uniche – afferma Enrico Taddia. Noi vediamo chiaramente la differenza nei ragazzi tra quando partono e quando tornano. E siamo convinti che queste esperienze siano occasioni importanti per la loro vita e il loro futuro professionale. Ecco perché vogliamo continuare a portare esperienze concrete nelle scuole e a supportare i ragazzi perché colgano le opportunità che l’Europa offre loro”.

Attualmente in Ferfilò si lavora per il lancio di BITE, un training course che coinvolge 6 paesi: Italia, Grecia, Macedonia, Marocco, Tunisia e Albania. Ogni paese partner individuerà all’interno di più associazioni giovanili i ragazzi che a giugno si ritroveranno a Bologna per confrontarsi e lavorare insieme sui temi dell’interpartenariato sociale e dello sviluppo sostenibile dei territori.
Di questo vi parleremo nella prossima puntata. Stay connected!

Per saperne di più

Visita la pagina Facebook dell'Associazione Ferfilò

 

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