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Creatività

Mediterranea 18 al termine

Sette giovani artisti in rappresentanza dell'Emilia Romagna.

Si è appena conclusa la partecipazione di sette giovani artisti in rappresentanza dell’Emilia-Romagna a “Mediterranea 18”, la diciottesima edizione della manifestazione internazionale “Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo” svoltasi a Tirana dal 4 al 9 Maggio 2017, ma con le esibizioni che rimarranno aperte al pubblico fino al 28 di Maggio. 
La “Biennale” si svolge ogni due anni in una città diversa dell'area mediterranea e si rivolge a giovani artisti e creativi, grazie ad una rete internazionale (BJCEM) di 60 membri e partner in Europa, Medio Oriente e Africa. Lo scopo è quello di creare concretamente una opportunità per giovani artisti, promuovendo la mobilità, lo scambio, la comprensione reciproca, il dialogo interculturale, la collaborazione e la formazione. A Tirana erano presenti circa 230 artisti provenienti dall’Europa e dal Mediterraneo che si sono confrontati sul tema generale della manifestazione: Storia + Conflitto + Sogno + Fallimento = CASA. Una breve presentazione dei partecipanti per l'Emilia-Romagna. 
Luca Zarattini di Codigoro (FE) ha presentato un dipinto con tecnica mista  su tavola (colla, cemento, stucco, olio, smalti e cera) dal titolo 'Interno 7', in ricordo della sua terra (il territorio comacchiese) perchè “l’arte non deve dare solo la possibilità di vedere il mondo con altri occhi, ma deve saper ricreare l’atmosfera e far sentire l’odore dell’oggetto rappresentato, un oggetto reale ma traslato in un’altra realtà”. L'opera rappresenta infatti “l’interno di un casone delle valli di Comacchio, edifici vissuti dai pescatori 40 anni fa e ora lasciati a deperire in mezzo all’area protetta del parco del Delta”. 
Il Comune di Ferrara ha curato la selezione nazionale italiana per la disciplina Arti Visive e a tal riguardo è stato scelto un collettivo di due artiste, Matti Jhurry (originaria di Piacenza e che oggi risiede e lavora a Londra) e Isabella Benshimol, che vive e lavora a Madrid, che presenteranno un’installazione dal titolo Exotic Embassy: è la realizzazione di un vero e proprio spazio strutturato come un’ambasciata per i cittadini che provengono da altri paesi lontani, e che per tale motivo ci appaiono “esotici”, un luogo, in sostanza, dove chiunque può trovare la sua “casa”. 
La città di Reggio Emilia ha curato invece la realizzazione di due progetti. Il primo, 'Mediterranea Youth Photo', di Federica Landi, fotografa riminese, Emeric Lhuisset e Ana Catarina Pinho: un progetto di 'residenza fotografica' che ha coinvolto le città e i relativi festival di fotografia di Reggio Emilia, Parigi e Braga e dal quale è uscita una mostra collettiva creata ad hoc per la l’Associazione BJCEM. "Il lavoro è partito dal concetto di invisibilità, condizione cui sono sottoposti rifugiati e migranti clandestini per arrivare a tematizzare la cecità, la scomparsa, l'impedimento che ostacola la vista della vista." 

In quarta persona di Martin Errichiello e Filippo Menichetti è, invece, un progetto selezionato in base alla call pubblica nazionale di 'Fotografia Europea 2016': costruita lungo l'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, la direttrice simbolica della narrazione dei due fotografi, la ricerca indaga trasversalmente l'iconografia, le storie, i significati di un paesaggio interrotto ma in trasformazione, e lo fa con fotografie, oggetti, documenti e video riassemblati in un mosaico a più voci, come di un “noi” immaginario: in quarta persona, appunto. 

L’artista bolognese Salvatore Giommarresi (illustratore e un fumettista freelance) ha partecipato con tre illustrazioni, dal titolo 'Mexico', 'Baobab Soul' e 'Pantsu': la prima è un’opera che invita a riflettere sul dramma legato all’impossibilità, in certi luoghi della terra, di garantire ai propri figli una vita serena e non pericolosa; la seconda opera è stata realizzata per un progetto di residenza artistica in Mozambico; la terza infine è un progetto sul diritto a perseguire la propria libertà e il proprio stile di vita. 
Infine il giovane artista forlivese Stefano Amedeo Moriani con un quadro, dal titolo 'Senza Titolo': in un’epoca nella quale siamo costantemente bombardati dalle immagini, Moriani punta nella sua ricerca "a creare un oggetto artistico accettabile  ...e distruggendo le immagini, emerge dal colore la percezione del mondo che ci circonda. Un lavoro di astrazione pure che vuole portare l’osservatore alla visione dell’opera come oggetto, con le sue non-forme e colore, per farlo entrare in empatia con essa, apprezzarne la visione e giudicarla in senso più estetico e meno psicologico."

Complimenti a tutti e appuntamento al prossimo bando!

 

 

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